«Il mare torni centrale nella progettazione del futuro di Salerno»

Martedì scorso Carmen Morra è stata eletta nuova segretaria della Filt Cgil salernitana, tanti i dossier sul tavolo, tra i principali quello relativo al porto commerciale di Salerno. Di prospettive e criticità parliamo in questa intervista.
Nel suo intervento in occasione della festa del 1° maggio lei ha sottolineato, riferendosi a Salerno, la differenza che corre tra una città “sul” mare e una città “di” mare: non trova che il capoluogo abbia perso il suo rapporto con il mare, inteso anche come risorsa da valorizzare?
«La differenza tra una città “sul” mare e una città “di” mare è tutta qui: una città di mare vive il mare come infrastruttura strategica e parte integrante del proprio sviluppo. Negli anni, però, questo rapporto si è progressivamente indebolito. Non per assenza di investimenti, ma per la mancanza di una visione realmente integrata tra porto, trasporto pubblico, logistica, turismo e sviluppo urbano. Il rischio è stato quello di considerare il mare più una vetrina che una leva concreta di crescita economica e occupazionale.
Come Filt Cgil riteniamo invece che Salerno abbia tutte le condizioni per rilanciare la propria vocazione marittima e logistica.
La vera sfida è mettere in connessione porto, aeroporto, ferrovia, trasporto pubblico e viabilità attraverso una programmazione moderna e integrata. Servono infrastrutture efficienti, investimenti sull’ultimo miglio e servizi adeguati ai flussi turistici e commerciali, tenendo sempre insieme sviluppo e qualità del lavoro.
Una città di mare deve inoltre difendere il lavoro del mare: portuali, marittimi, lavoratori della logistica, del TPL e dei servizi collegati sono una parte essenziale dell’economia salernitana. Senza sicurezza, continuità occupazionale e piena tutela dei contratti non può esistere un reale sviluppo del sistema mare».
Lei ha definito il porto di Salerno come “sotto pressione”, perché?
«Il Porto di Salerno è una realtà oggi fortemente “sotto pressione”, dentro un contesto che presenta elementi di crescita ma anche criticità strutturali che non possono essere sottovalutate. Da un lato registriamo un incremento dei traffici, il consolidamento del ruolo strategico delle autostrade del mare e una capacità operativa che continua a rappresentare un’eccellenza nel panorama portuale nazionale; dall’altro, però, permane una condizione infrastrutturale ed organizzativa che fatica a reggere il passo rispetto alla crescita dei volumi e dei ritmi produttivi.
Il Porto di Salerno è un porto cittadino, compresso tra mare e monti, con spazi limitati che rendono estremamente complessa la convivenza tra incremento dei traffici, operatività terminalistica, viabilità portuale e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. L’aumento del traffico container e delle autostrade del mare determina inevitabilmente una pressione costante sugli spazi operativi, con una movimentazione continua di mezzi e persone in aree ristrette che impone massima attenzione sotto il profilo della sicurezza. La competitività di un porto non si misura soltanto sulla rapidità delle movimentazioni, ma anche sulla capacità di garantire condizioni di lavoro sicure, sostenibili e dignitose».
I recenti sviluppi geopolitici hanno avuto un impatto notevole sui traffici marittimi nel Mediterraneo, aumentando la sofferenza dei porti italiani ed in particolare di quelli del Mezzogiorno. Cosa si può fare per aumentare la competitività dei nostri porti?
«Riteniamo che la competitività dei porti italiani, e in particolare di quelli del Mezzogiorno, passi innanzitutto da una strategia nazionale che metta al centro infrastrutture, intermodalità, semplificazione amministrativa e tutela del lavoro.
Per rendere i nostri scali più resilienti e attrattiviservono investimenti concreti nei collegamenti ferroviari e stradali di ultimo miglio, nella digitalizzazione delle procedure portuali e doganali e nel rafforzamento delle connessioni tra porti, aeroporti e reti logistiche interne. I porti del Mezzogiorno possono diventare una delle principali porte d’accesso ai mercati europei, ma per raggiungere questo obiettivo serve una visione di sistema.
Per quanto riguarda Salerno, è fondamentale proseguire con gli interventi di dragaggio, con l’allargamento dell’imboccatura portuale e con il potenziamento degli spazi operativi, così da consentire una gestione più efficiente dei crescenti volumi di traffico merci e delle Autostrade del Mare».

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