La chiamano «riflessione» e chiedono che stavolta sia «vera» e che venga fatta sulla «gestione regionale».
In realtà quello che vogliono è la testa del coordinatore regionale campano Fulvio Martusciello. Non ci sono riusciti un mese e mezzo fa e adesso, terminate le elezioni comunali, ci riprovano con insistenza a mescolare le carte del potere azzurro in Campania e, chissà, forse anche a Roma.
«Le elezioni amministrative in Campania consegnano un dato politico che impone una riflessione seria e non può essere nascosto dietro operazioni di propaganda interna o narrazioni autoreferenziali. I risultati parlano con chiarezza e fotografano una difficoltà politica e organizzativa che Forza Italia non può più permettersi di ignorare». A firmare la nota sono ancora una volta i senatori Franco Silvestro e Raffaele De Rosa, i deputati Annarita Patriarca e Pino Bicchielli nonché i consiglieri regionali Livio Petitto, Susy Panico e Angela Parente.
Sono gli stessi azzurri che alla vigilia delle comunali avevano inviato un documento politico a Marina Berlusconi dello stesso tenore della nota diramata ieri. Documento che avrebbe aperto una frattura in Forza Italia se non ci avesse pensato il tesoriere del partito Fabio Roscioli (ex avvocato di Silvio Berlusconi e massimo esponente del partito a Roma).
Roscioli chiedeva loro «quale scopo» potesse mai avere l’invio della lettera a Marina, redarguiva sull’uso dei termini adoperati per indicare la primogenita dell’ex premier come presidente e per riferirsi all’attuale vicepremier (e presidente degli azzurri) con l’appellattivo di onorevole. Ma soprattutto Roscioni ammoniva tutti del pericolo di «attirare l’eco mediatica» su questioni «che non avrebbero alcuna utilità per la risoluzione dei problemi», con il rischio che dall’esterno le loro azioni potessero «essere interpretate come una partita giocata sul piano personale con la complicità di soggetti che invece nulla possono o vogliono fare riponendo la più totale fiducia nell’operato di Tajani».
Parole che avrebbero fatto rientrare la crisi – almeno pubblicamente – per poi essere dimenticare tanto da far riemergere la spaccatura ad urne ormai scrutinate.
«Proprio questo dato rende ancora più evidente il paradosso politico – insistono i “ribelli” -. Dove il territorio ha potuto lavorare con autonomia, radicamento e credibilità, sono arrivati risultati positivi; dove invece hanno prevalso imposizioni, personalismi, veti e scelte calate dall’alto, si sono prodotte divisioni, tensioni interne e indebolimento del partito».
Dimenticando però un altro dato: ad Arzano, la città natia e politica di Silvestro, la lista di Forza Italia non è stata presentata. Mentre per quanto riguarda Annarita Patriarca, l’ex segretaria napoletana dimissionaria, aveva di recente anche tentato un avvicinamento a Fratelli d’Italia. Ma forse per lei non c’era abbastanza spazio e quindi ha preferito restare in Forza Italia nella schiera di coloro che continuano a chiedere un cambio repentino all’interno del partito. E, a quanto pare, non si arrenderanno.

