Hantavirus, quarantena per un cittadino campano

C’è anche un cittadino campano tra le quattro persone entrate in contatto con una donna deceduta dopo aver contatto l’Hantavirus sulla nave da crociera “Mv Hondius”.

La persona, che al momento da fonti sanitarie della Regione non si specifica se si tratti di un uomo o di una donna, era a bordo volo Klm in coincidenza per Roma su cui viaggiava anche la donna morta all’ospedale di Johannesburg.

Il ministero della Salute ha immediatamente attivato tutti gli accertamenti sanitari per stabilire se abbia contratto lo stesso morbo – e nel caso quanto si sia sviluppato – della donna morta per Hantavirus.

La persona è stata comunque trasferita in Campania, così come gli altri tre italiani – un calabrese un toscano e un veneto – hanno fatto ritorno nelle loro città di residenza. Su tutti e quattro il ministero ha disposto la «sorveglianza attiva» tramite le direzioni regionali di tutela della salute di competenza. Per i quattro passeggeri arrivati in Italia, scatteranno ora le verifiche e il monitoraggio da parte delle autorità sanitarie regionali, secondo quanto previsto dai protocolli.

«Il cittadino calabrese imbarcato sul volo – tranquillizza la Regione Calabria – è stato rintracciato nella mattinata odierna ed è monitorato dalle autorità sanitarie della provincia di residenza. Attualmente si trova in isolamento precauzionale, è completamente asintomatico ed è sottoposto alle misure di prevenzione previste dai protocolli sanitari».

Tutti i presidi ospedalieri calabresi sono stati allertati, a titolo precauzionale, per l’eventuale attivazione immediata dei protocolli di prevenzione previsti per casi analoghi, «sebbene al momento non emergano elementi di rischio per la popolazione».
Per evitare allarmismi, da settimane l’Oms ribadisce che in Europa – e quindi anche in Italia – non ci sarebbe alcun pericolo di diffusione del virus delle Ande.

Tuttavia il ministero della Salute, dopo i quattro italiani entrati in contatto con la donna deceduta, ha ritenuto di dover osservare la massima prudenza: da qui la comunicazione alle regioni di dover attivare i protocolli previsti dalla norma.
La quarantena, difatti, come sottolinea anche Giovanni Rezza professore di Igiene e Sanità pubblica all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, è «un’ottima misura di precauzione perché il rischio che si sviluppi una malattia è estremamente basso».
Secondo gli ultimi aggiornamenti giunti dall’Oms, finora sono stati identificati sette casi di contagio tra confermati e sospetti, con tre decessi.

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