Di certo il ricorso in appello contro il suo proscioglimento dall’omicidio Vassallo non è stato molto gradito – anche se dice «è nella facoltà della Procura» – ma ciò che il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo non ha proprio digerito è la modalità con cui il procuratore capo di Salerno, Raffaele Cantone e il procuratore generale Elia Taddeo, hanno diffuso la notizia del deposito del ricorso attraverso un comunicato stampa sottoscritto da entrambi.
«Nulla ancora è stato notificato a me ed ai miei difensori – ha scritto in un post sulla sua pagina facebook – Questo a mio modesto avviso, lo ritengo a dir poco irrituale». Perciò chiede al Guardasigilli Carlo Nordio «un’ispezione per la sola verifica della procedura».
I commenti al suo post quasi non si contano e sono tutti a favore del colonnello e contro i magistrati. Cagnazzo si limita a leggerli e non replica.
Ma è su un’altra pagina facebook che si apre un vero e proprio dibatitito scatenato da un magistrato prestato alla politica. Luigi Bobbio pubblica, come Cagnazzo, il comunicato stampa delle Procure, denunciandone “l’anomalia” e bollandolo come un «gesto politico», in quanto sarebbe «un comunicato politico del tutto estraneo nella forma e nel contenuto alle regole e alle corrette dinamiche procedurali».
La premessa dell’ex sindaco di Castellammare di Stabia sta tutta in una domanda: «Che c’entra, al netto della anomalia del “comunicato”, la condivisione e l’intesa con la Procura generale? Niente, ovviamente».
Dimenticando che il codice di procedura penale estende la possibilità di appello anche al sostituto procuratore generale.

