La maretta che da tempo agitava la vita interna di Forza Italia in Campania – in linea con quanto sta avvenendo a livello nazionale – si è trasformata ieri in onda di piena: con una nota sette esponenti di primo piano del partito azzurro sono andati all’attacco frontale dell’attuale segretario regionale Fulvio Martusciello.
Nessuna richiesta di confronto interno, nessun invito a modificare la linea del partito in Campania, bensì un appello diretto ai vertici nazionali di Forza Italia: commissionare il partito in Campania. Altro che congresso – di fatto congelato, come in altre regioni italiane dopo l’incontro tra Marina Berlusconi e Antonio Tajani -, quello che chiedono i sette firmatari della nota è l’azzeramento degli attuali vertici regionali. A spingere in tale direzione sono i senatori Franco Silvestro e Raffaele De Rosa, i deputati Annarita Patriarca e Pino Bicchielli, i consiglieri regionali Livio Petitto, Assunta Panico e Angela Parente.
«La gestione regionale di Forza Italia in Campania – si legge nella nota – è giunta al capolinea. Non siamo più di fronte a una fisiologica dialettica interna, ma a una crisi profonda che ha prodotto disordine organizzativo, perdita di identità politica e un grave danno reputazionale».
Evidente il riferimento al caos prodotto dalla decisione di puntare sulla costruzione di coalizioni civiche in occasione delle amministrative di maggio, decisione cui poi ha fatto seguito una confusa marcia indietro che ha riposizionato Forza Italia in seno alla coalizione di centrodestra, non senza provocare una scia di malumori e diffidenza con gli alleati.
Impietosa l’analisi fatta dai sette firmatari del documento di sfiducia nei confronti di MArtusciello: «I rapporti con gli alleati risultano compromessi, le posizioni cambiano senza alcun confronto e il partito appare privo di una linea politica riconoscibile».
Ancor più dura, se possibile, l’analisi riservata alla gestione della vita del partito, caratterizzata da «una gestione accentrata e opaca, con organismi svuotati e decisioni assunte senza legittimazione politica».
Di più, i sette esponenti azzurri denunciano «una deriva organizzativa che ha superato ogni limite accettabile, con nomine prive di criteri, duplicazioni e un utilizzo distorto delle funzioni interne che mortifica il merito e la rappresentanza. Il clima interno è pessimo. Espulsioni sommarie, rimozioni arbitrarie e pressioni senza contraddittorio hanno generato un contesto incompatibile con i principi liberali e democratici di Forza Italia».
Di qui la richiesta di commissariare il partito o, in subordine, di insediare un comitato di reggenza che possa guidare Forza Italia in questa delicata fase. Da vedere ora quale sarà la reazione di Fulvio Martusciello, chiamato direttamente in causa dal gruppo di “dissidenti”.
È chiaro, comunque, che la partita che si è ufficialmente aperta in Campania all’interno di Forza Italia rientra in un processo complessivo di ridisegno degli equilibri del partito, come testimonia in cambio di capigruppo alla Camera ed al Senato. Avvicendamenti avvenuti su diretto “suggerimento” di Marina Berlusconi che, da tempo, invoca la costruzione di un partito “più aperto”. La battaglia è iniziata.

