Senza un forte contributo della componente moderata il centrosinistra non riuscirà a vincere le elezioni. Questa la valutazione di Clemente Mastella, tra i protagonisti ieri a Napoli dell’incontro che ha dato vita ad un patto federativo per la costruzione di un “grande centro”.
«È un momento importante di riavvio – spiega Mastella – per un soggetto politico di centro a livello nazionale. Senza quest’area di riferimento centrale il Campo Largo è destinato a perdere in modo irrimediabile vista la polarizzazione che caratterizza lo scenario politico italiano. Un progetto dove ognuno partecipa con il meglio che può mettere in campo per tenere insieme un’area vasta che va dai liberali alla componente cattolica e alle diverse forze laiche».
A promuovere l’iniziativa il movimento Liberi per l’Italia che, come spiega il presidente Gaspare Saturno, intende lavorare per «recuperare le anime democratiche cristiane e una grande fetta di astensionismo che sta caratterizzando la partecipazione politica in tutta Italia»,
Il patto federativo, sottolineano i suoi promotori, è tutt’altro che un’operazione nostalgia, bensì il tentativo di dare vita ad una realtà capace di aggregare le forze moderate che guardano al centrosinistra, dall’anima democratico cristiana a quella più spiccatamente riformista. «Bisogna coagulare energie, idee e una visione che i nostri elettori ci chiedono», dice Gaetano Manfredi commentando l’obiettivo dell’iniziativa.
Chi sembra avere le idee più chiare su quale ruolo siano chiamati a svolgere i centristi è Clemente Mastella. Per il sindaco di Benevento il centro è una realtà già esistente nel panorama politico italiano, attende solo «di essere riconfigurato, occorre riattivare una offerta politica per chi è andato verso le estreme».
Individuato anche il potenziale bacino di riferimento: «Le classi medie impoverite, con salari modesti, impantanate nella stagnazione economica e terrorizzate dalle supertecnologie robotiche, hanno ripiegato nell’astensionismo e nell’apatia politica: è la maggioranza dei non votanti. Il centro può recuperare quest’elettorato solo con programmi concreti».
Mastella, infine, boccia senza appello la possibilità di far ricorso alle primarie per individuare il candidato premier del centrosinistra: «Sarebbero un’inutile zuffa. Esalterebbero le differenze, a discapito di un’unità già labile, in politica estera su grandi temi come il riarmo europeo e l’Ucraina e a valle sui territori dove personalismi e beghe di cortile compromettono gli sforzi».

