Tregua in Libano, riapre Hormuz

Raggiunta l’intesa sul cessate il fuoco in Libano – niente combattimenti per dieci giorni – schiarita anche per lo strategico passaggio di Hormuz: nel pomeriggio di ieri il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha annunciato la riapertura al traffico marittimo del tratto di mare conteso per la durata del cessate il fuoco.
Più che il blocco navale annunciato da Trump – decisamente “poroso” in realtà – a segnare un punto di svolta è stata dunque la determinazione iraniana a legare la riapertura dello stretto di Hormuz alla sospensione degli attacchi israeliani in Libano. Riapertura non significa, ovviamente, un liberi tutti: le navi potranno transitare attraverso corridoi individuati dagli iraniani e non sarà consentito il transito di unità militari.
L’effetto dell’annuncio di Araqchi sui meracti internazionali è stato immediato: in meno di un’ora il prezzo del petrolio è crolalto dell’11%, riportando il prezzo del barile sotto quota 90 dollari, con il Brent quotato a 88,92 e il Wti a 83.21. Prezzi che non si registravano da settimane, anche se ancora lontanissimi dai prezzi in vigore alla vigilia del conflitto, quando il Brent era quotato intorno ai 65 dollari al barile. Positivi, ovviamente, anche i rimbalzi delle principali borse mondiali.
Perché la situazioni torni alla normalità – prima della guerra circa 130 navi al giorno attraversavano Hormuz – occorrerà ancora diverso tempo, secondo quanto riferiscono le principali compagnie di navigazione.
E sempre che il cessate il fuoco regga.

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