Forza Italia tenta la fuga su Napoli, gli alleati impallinano il tentativo

Finisce impallinato dal fuoco amico il tentativo di Forza Italia di avviare, con una riunione del tavolo interpartito, la riflessione all’interno del centrodestra sulle elezioni amministrative di Napoli del prossimo anno. L’obiettivo, annunciano i forzisti, è quello di avviare «un percorso condiviso sui temi strategici per la città».
Il tentativo, però, dura meno dello spazio di un mattino, ovvero fino alla nota del senatore Antonio Iannone, commissario regionale di Fratelli d’Italia, che arresta senza possibilità di equivoco la fuga in avanti degli azzurri: «Non ci sono riunioni fissate per parlare delle elezioni comunali a Napoli».
Il motivo è evidente, ma Iannone ritiene opportuno sottolinearlo una volta di più: «Sarebbe surreale – dice – visto che ora è il turno di Salerno e Avellino (di andare al voto, nda). Senza chiarimento regionale e nazionale, livelli competenti per il voto in un capoluogo di regione, non si procede».
E che quella del commissario regionale di Fratelli d’Italia non sia una presa di posizione isolata lo confermano le dichiarazioni, che arrivano a stretto giro, dei segretari regionali degli altri due partiti della coalizione di centrodestra. Per Gigi Casciello una riunione dedicata alle amministrative napoletane del 2027 è semplicemente «inutile» in questa fase. «Tra poco più di un mese – prosegue il segretario di Noi Moderati – si voterà nei Comuni di Salerno e Avellino dove, purtroppo, è venuto meno il sostegno al centrodestra proprio da parte di chi oggi ritiene di convocare una riunione per le elezioni al Comune di Napoli».
Il vulnus, dunque, resta sempre quello: la decisione di Forza Italia di spaccare il centrodestra in occasione della tornata elettorale di maggio, quando – tra gli altri – andranno al voto i comuni capoluogo di Salerno ed Avellino. Nessun candidato unitario del centrodestra, salvo rare eccezioni, ma azzurri che hanno preferito giocare la carta della costruzione di coalizioni civiche e moderate, in qualche caso – come accaduto a Salerno – in alleanza con le forze moderate del centrosinistra.
Ad ulteriore conferma, se ancora ve ne fosse bisogno, delle reali priorità avvertite dal centrodestra campano arrivano le dichiarazioni dell’onorevole Gianpiero Zinzi, coordinatore regionale della Lega.
«Bene aprire un dialogo per il capoluogo della nostra regione, – dice Zinzi – ma crediamo sia irrilevante in questo momento avviare un confronto a Napoli quando nei capoluoghi Salerno e Avellino l’assenza di buonsenso ha aperto una frattura che ancora non è stata sanata. Bene che Forza Italia abbia riconosciuto quanto sia importante valorizzare l’unità del centrodestra, ma se ha davvero intenzione di ricucire lo strappo che ha creato negli altri territori, lo dimostri con i fatti».
Quali siano i “fatti” cui fa riferimento, il segretario del Carroccio non lo dice. Almeno in linea teorica, Forza Italia sarebbe ancora in tempo a fare un passo indietro ed a rientrare in seno alla coalizione di centrodestra sostenendo i candidati sindaco già individuati nei comuni chiamati al voto. Al momento questa possibilità, tuttavia, sembra appartenere più alla categoria della fantapolitica che della realtà.
Oppure fatto concludente potrebbe essere un atteggiamento meno bellicoso da parte di Forza Italia in consiglio regionale. Perché, bene non dimenticarlo, la crisi del centrodestra campano è iniziata proprio tra i banchi ed i corridoi del palazzo della Regione, dove da settimane si combatte una guerra silenziosa – ma non sempre – tra gli azzurri e l’asse formato da Fratelli d’Italia e Lega. Uno scontro nato per il mancato accordo sulla divisione dei posti che spettano all’opposizione e poi degenerato in conflitto a tutto campo, con esiti in qualche caso semplicemente paradossali.

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