Le ombre dell’indagine Sogei sul fallimento della trattativa Iervolino-Rufini?

La politica della prudenza deontologica – quella adottata da Linea Mezzogiorno – alla fine è risultata quella più vicina alla realtà dei fatti. A differenza di chi “urlava” al vento l’avvenuta vendita della Salernitana senza se e senza ma, abbiamo sempre provato a raccontare i fatti senza costruire scoop e aggiornamenti acchiappaclik.
Perchè di cose da raccontare, oltre quelle relative al preliminare che fino ad oggi non si è trasformato in rogito (incontro dal notaio saltato due volte), al mancato inserimento delle caparre e delle penali in caso di mancata firma da parte di uno dei contraenti e alla questione del controllo successivo della Commissione Figc per certificare i requisiti di onorabilità e solidità economica (art. 20 bis delle NOIF), ci sono anche le valutazioni e le riflessioni che il patron granata ha effettuato negli ultimi due giorni. Il suo pool di legali e consulenti infatti ha sottoposto all’attenzione di Iervolino anche l’indagine della Procura di Roma sul caso Sogei che a fine marzo ha visto il coinvolgimento di Cristiano Rufini nell’inchiesta sugli appalti informatici, insieme ad altre 25 persone. L’inchiesta è ovviamente solo nella fase embrionale e l’augurio è che ognuno degli indagati possa dimostrare la completa estraneità ai fatti contestati. Il problema sorgerebbe nell’ipotesi contraria e non si tratta solo di un eventuale problema a carico di Rufini. Ecco perchè Iervolino – tra le varie motivazioni – ha aggiunto anche questa riflessione a supporto del suo nuovo dietrofront.

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