Se i pronto soccorso sono diventati come le curve calcistiche, dove le tifoserie avversarie si contendono il dominio sul territorio prima che sulla squadra, perché non adottare un Daspo tra gli operatori delle ambulanze private che competono, spesso illecitamente, per accaparrasi un paziente in dimissioni o da trasferire?
A pochi giorni di distanza dallo scandalo sul noleggio a pagamento (40 euro all’ora) delle barelle all’ospedale del Mare sollevato dall’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”, il presidente Manuel Ruggiero invia una proposta alla Regione e al presidente Fico per mettere fine alla «guerra delle ambulanze». Proponendo due soluzioni: l’istituzione di un Daspo fuori dai pronto soccorso e la creazione di una Centrale operativa dedicata.
Il Daspo
Divieto assoluto delle ambulanze che non hanno ricevuto una chiamata da parte dei parenti dei pazienti di sostare dinanzi all’ingresso dei pronto soccorso. «Sosta selvaggia» e piazzali diventati «terra di conquista». Ecco perché per l’associazione la misura deve essere adottata indipendentemente dal verificarsi eventuali atteggiamenti di contrasto con altri colleghi, perché la regola è che l’accesso deve restare libero.
Invece, attualmente, è prassi che le ambulanze appartenenti a varie ditte private sostano senza un motivo davanti alle porte delle aree di emergenza con il palese intento di accaparrarsi quanti più “pazienti-clienti” possibili e sbaragliando la concorrenza sul mercato e ostacolando anche il flusso dei mezzi di soccorso del 118 che, al contrario, sono regolarmente autorizzati.
«Non è più solo una questione di logistica – dichiara il presidente Ruggiero ma di ordine pubblico e dignità del servizio sanitario. La cosiddetta “guerra delle ambulanze” – quella competizione spesso aggressiva tra ditte private per l’accaparramento dei pazienti in dimissione o per i trasferimenti – ha raggiunto livelli di guardia».
La centrale operativa
Un cervello elettronico che monitori i flussi di entrata ed uscita dei mezzi di emergenza, ma anche le chiamate che questi ricevono e il possesso dei requisiti richiesti dalla legge. «Altrimenti – aggiunge Ruggiero – l’anarchia è inevitabile».
La creazione della centrale operativa consentirebbe la registrazione di ogni trasporto sulla piattaforma dedicata, con orari e ditta assegnata, eliminando così il fenomeno diffuso del «primo che arriva carica» il paziente. La verifica dei requisiti posseduti riguarderà garantirà un monitoraggio in tempo reale delle autorizzazioni sanitarie e del rispetto delle tariffe regionali, mentre la distribuzione dei carichi di lavoro in base a criteri di vicinanza e disponibilità eviterà corse pericolose per arrivare prima della concorrenza.
«L’attuazione congiunta di questi due provvedimenti – conclude il dottor Manuel Ruggiero – trasformerebbe il trasporto infermi da un “far west” ad un servizio civile e regolamentato. La politica e le direzioni generali delle Asl sono chiamate a un atto di coraggio: blindare i pronto soccorso e digitalizzare le chiamate. Solo così si potrà dire addio alle scene indecorose di barelle contese, garantendo al cittadino il diritto a un trasporto sicuro e, soprattutto, sereno».

