Cirielli: “Il caso Nonno? Decide la legge. Aspettiamo”

Su Martusciello sarebbe anche disposto a deporre l’ascia di guerra «per il bene del popolo di centrodestra e del territorio». Tanto la commissione speciale Mare è stata già data alla Lega e il capo dell’opposizione in consiglio regionale «dal punto di vista politico spetta al partito che ha espresso il presidente e dal punto di vista numerico va a chi prende più voti». Cioè, in un modo o nell’altro, spetta a Fratelli d’Italia che, con leghisti e civici, vince undici a sette contro Forza Italia.

Ma sul caso Marco Nonno che – volendo ritornare ai numeri e quindi alle 9.800 preferenze ottenute nelle urne – dovrebbe subentrargli in consiglio regionale, il viceministro agli Esteri Edmondo Cirielli «da uomo di legge» si affida appunto alla legge. Come a dire che non può nulla e che quella di Nonno è «una vicenda giudiziaria» e come tale va trattata, per poi aggiungere che «sul piano politico noi rivendichiamo la candidatura di Nonno perché è un leader popolare. D’altronde anche la sua disavventura giudiziaria è frutto di una rivolta contro la riapertura della discarica di Pianura a cui la legge in seguito gli ha dato ragione stabilendo che quella discarica non doveva essere riaperta».

Gli darà ragione anche in questo caso? È lo stesso Cirielli a ricordare, come Nonno va ribadendo e dimostrando da settimane con documenti alla mano, che «c’è ancora un processo aperto in Corte d’Appello».

Eppure oltre a rimettersi alla legge, l’ex capo dell’opposizione si affida anche alla presidenza del consiglio regionale «che – aggiunge – farà la sua valutazione sulla base delle risultanze di legge». Quale legge? La norma Severino su cui stanno lavorando proprio gli uffici legislativi del consiglio regionale, il cui responso sarà consegnato alla giunta delle elezioni il prossimo 7 aprile. Cioè il giorno prima del consiglio regionale straordinario sulla morte del piccolo Domenico Caliendo a cui è stato aggiunto come punto all’ordine del giorno anche la surroga del dimissionario Cirielli.

Voci insistenti di corridoio però descrivono un Massimiliano Manfredi contrario all’ingresso di Nonno in consiglio, nonostante i dubbi sollevati sia tra i dem che tra i socialisti ed i 5Stelle.

Del resto se la sentenza di condanna di Nonno non è passata in giudicato come potrebbe applicarsi l’ineleggibilità prevista dalla Severino? E se la questione Nonno non fosse solo una «vicenda giudiziaria» ma anche un “caso politico”, chi potrebbe tramare alle spalle del capo dei meloniani napoletani? E perché?

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