Mazzarella, L’ascesa del clan più pericoloso di Napoli

Dal contrabbando di sigarette alle truffe informatiche. Sono bastati settanta anni al clan Mazzarella per affermarsi sulla scena criminale napoletana come una delle organizzazioni più spietate e sanguinarie della camorra.

L’arresto di Roberto Mazzarella è un colpo durissimo che magistratura e forze dell’ordine hanno inflitto ad una delle organizzazioni più potenti e longeve della camorra, la cui attività criminale risale agli anni Cinquanta quando la famiglia dominava da Santa Lucia a Posillipo e da Bagnoli a Pozzuoli. All’epoca il capo era Michele Zaza, zio dei Mazzarella, prima di lasciare il posto ai suoi nipoti Ciro, detto “o scellone” (nella foto), Gennaro “’o schizzo”, e Vincenzo“’o pazzo”.

Negli anni Ottanta con l’avvento della Ncr di Raffaele Cutolo, i tre fratelli Mazzarella riuscirono a mantenere una sorta di indipendenza nella guerra tra i cutoliani e la Nuova Famiglia di Carmine Alfieri, sacrificando però parecchie vite di parenti ed affiliati nella guerra di camorra.
Tuttavia cominciarono a dividersi i territori di comando, predominando soprattutto tra San Giovanni a Teduccio e il Pallonetto di Santa Lucia. Ma fu il matrimonio tra Michele Mazzarella (figlio di Vincenzo) e Marianna Giuliano (figlia del boss Luigi Giuliano) ad autorizzare l’ingresso del clan nel cuore di Napoli (Forcella, Maddalena, Mercato) e in diversi comuni della provincia (San Giorgio a Cremano e Portici).

L’accusa di omicidio che ieri ha portato alla cattura del latitante Roberto, nipote di Ciro “ ‘o scellone” affonda le radici nella faida decennale di Napoli Est contro il clan Rinaldi per il controllo. Non più legato al contrabbando di sigarette, ma le attività criminali si erano estese al racket, alle piazze di spaccio e alle infiltrazioni nel settore degli idrocarburi. Fino ad arrivare negli ultimi anni a gestire anche le più moderne truffe informatiche.

Ma a Forcella, alcuni compenenti del clan Giuliano non accettarono l’ingresso dei Mazzarella. Cominciò dunque la seconda faida di camorra in cui persero la vita Ciro Giuliano e la povera Annalisa Durante. La terza faida a Forcella comincia nel 2013 e termina dopo due anni con la cacciata dei Mazzarella a San Giovanni a Teduccio e la vittoria della “Paranza dei Bambini” a Forcella.

Gli affari dell’organizzazione riescono comunque a valicare i confini della Campania. Le inchieste giudiziarie hanno riscontrato interessi economici del clan a Milano, città prescelta dai Mazzarella per riciclare il denaro sporco in ristoranti e locali notturni. Ma anche nella produzione cinematografica e nel settore dell’intrattenimento.

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