Battipaglia, Maggioranza in frantumi: la sindaca apre a un dialogo con l’opposizione

BATTIPAGLIA – La crisi politica che attraversa la maggioranza non è più un retroscena: è un dato di fatto. E la sindaca Cecilia Francese, intervenendo pubblicamente, lo ammette senza giri di parole. Le variazioni di bilancio bocciate in consiglio comunale – dai 13 milioni del Prius per la scuola De Amicis ai 12 milioni per la bonifica di Castelluccio, fino ai fondi per il disagio abitativo e il polo della legalità – hanno certificato ciò che da mesi era evidente: la maggioranza non c’è più. «Lo sappiamo tutti – afferma Francese – la maggioranza purtroppo non l’abbiamo. È stata un’azione politica della minoranza, comprensibile, ma le variazioni si possono riprendere». Un passaggio che fotografa la fragilità numerica dell’amministrazione e la necessità di riaprire un confronto politico per evitare il blocco totale delle attività.La sindaca non nasconde la stanchezza: «Sono energie che potrei mettere sulle cose grandi, quelle che interessano la città». E proprio sulle opere strategiche Francese costruisce la sua difesa politica: dal polo della legalità in via Inghilterra – struttura confiscata alla camorra destinata ad ospitare archivio della Prefettura, vigili urbani e Alba – fino al progetto più ambizioso: portare l’Università di Salerno nel tabacchificio. Un’operazione che la prima cittadina definisce «una visione lungimirante», capace di trasformare Battipaglia grazie alla posizione strategica: ferrovia, alta velocità, aeroporto, autostrada, interscambio modale. «Portare l’università qui significa cambiare il volto sociale ed economico della città», ribadisce. La sindaca apre esplicitamente a un accordo istituzionale: «Se vogliamo andare avanti, possiamo trovare un’intesa. Quattro, cinque, sei punti importanti da portare a termine fino a fine mandato». Un messaggio diretto alla minoranza, che in consiglio ha già chiesto un incontro. «C’è sempre stata disponibilità da parte mia», assicura Francese, che però non nasconde l’amarezza per una gestione politica che definisce “faticosa” e “dispersiva”.Sul fronte politico, Francese si dice convinta che la mozione di sfiducia non passerà, ma avverte: «Poi ti ritrovi punto e a capo sul bilancio. La città rischia di fermarsi». Un messaggio che suona come un ultimatum: senza un accordo politico, i progetti strategici – università, alta velocità, polo della legalità, bonifiche – resteranno sulla carta. La sindaca rivendica il dovere di completare il mandato: «Non è che ci tengo alla poltrona. Ho l’obbligo di finire queste opere». Ma la crisi della maggioranza è ormai conclamata. E il futuro dell’amministrazione Francese dipenderà dalla capacità di ricucire un equilibrio politico che oggi appare più fragile che mai.

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