Modena, verso la riapertura delle indagini sul “Mostro”

Otto donne uccise tra il 1985 e il 1995. Nuovi accertamenti su reperti e atti

MODENA – Potrebbe essere ormai prossima la riapertura delle indagini sul presunto “Mostro di Modena”, una delle vicende irrisolte più inquietanti della cronaca italiana. Tra il 1985 e il 1995 almeno otto donne furono uccise con modalità simili, in un arco temporale che da anni alimenta l’ipotesi di un serial killer mai identificato. Secondo quanto trapela, Polizia e Carabinieri, su incarico della Procura di Modena, stanno riesaminando atti, fascicoli e documentazione investigativa dell’epoca. Nei giorni scorsi gli investigatori si sono recati alla Medicina legale, dove sono conservati i reperti originali: un patrimonio di tracce che oggi può essere analizzato con tecniche scientifiche avanzate, impensabili trent’anni fa. La nuova attività nasce anche dall’istanza presentata dall’avvocato Iannuccelli, che assiste la famiglia di Anna Maria Palermo, uccisa il 26 gennaio 1994. Tra le richieste, proprio la ri-analisi dei reperti con metodologie moderne: un punto ritenuto decisivo per verificare eventuali collegamenti tra i diversi omicidi. Nel frattempo, parenti di altre quattro vittime hanno conferito mandato allo stesso legale, segno di una crescente pressione affinché la Procura riapra formalmente il fascicolo. Negli anni, la teoria del “Mostro di Modena” non è mai stata del tutto archiviata. Le vittime – donne sole, spesso aggredite in contesti analoghi – presentano elementi ricorrenti che hanno sempre suggerito una possibile mano unica. La mancanza di tecnologie adeguate negli anni ’80 e ’90 ha però impedito di consolidare un quadro probatorio. Oggi, con l’evoluzione delle tecniche di DNA forense, di analisi dei microtracciamenti e di ricostruzione digitale delle scene del crimine, la Procura ritiene possibile verificare ciò che allora non era tecnicamente accertabile. La decisione formale potrebbe arrivare nelle prossime settimane, dopo la conclusione degli accertamenti preliminari sui reperti e sugli atti. Se il fascicolo verrà riaperto, si tratterà di una delle più importanti operazioni di revisione investigativa degli ultimi anni, con potenziali ricadute su tutti gli otto casi.

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