Battipaglia, Centrodestra diviso sulla sfiducia a Francese: Forza Italia spinge, Fratelli d’Italia frena


BATTIPAGLIA – La mozione di sfiducia contro la sindaca Cecilia Francese, depositata ieri da dodici consiglieri comunali, apre una frattura evidente nel centrodestra battipagliese. Se Forza Italia sostiene l’iniziativa e ne rivendica la legittimità politica, Fratelli d’Italia prende le distanze, giudicando l’operazione «inopportuna a pochi mesi dalle elezioni». «Mandare a casa l’attuale amministrazione non rappresenterebbe una soluzione ai problemi di Battipaglia» dichiara Nunzio Vitolo, coordinatore cittadino di FdI, che invita alla prudenza. Secondo Vitolo, una sfiducia ora «non produrrebbe benefici concreti» e rischierebbe di «aprire una fase di ulteriore incertezza, affidando la città a un commissario proprio a ridosso del voto». FdI chiarisce tuttavia che la posizione «non equivale a un sostegno politico alla sindaca»: il partito resta «alternativo e critico», ma ritiene che «la priorità sia garantire continuità amministrativa e rispetto per la volontà dei cittadini». Di tutt’altro tono le parole di Carmine Galdi, segretario cittadino di Forza Italia, presente in Comune al momento del deposito della mozione. Galdi sottolinea che «il commissario potrebbe legittimamente sostituire il dirigente a tempo determinato e assumere le funzioni di Consiglio, Giunta e Sindaco», minimizzando i timori di paralisi amministrativa. Poi l’affondo: «La prima cittadina ha lasciato e lascerà un mare di problematiche. Lo stadio Sant’Anna è fermo, i lavori finanziati rischiano di perdere i fondi; lo stadio Pastena è inutilizzato da dieci anni; l’asilo di via De Reggio e il progetto PIU Europa sono bloccati. La città vive problemi di sicurezza e decoro urbano». Galdi conclude con un invito diretto: «Se la sindaca si dimettesse, renderebbe un servizio alla città. La democrazia è questa: se i cittadini la confermano, tanto di cappello, ma oggi Battipaglia è al termine del suo ciclo». La contrapposizione tra i due partiti evidenzia la diversità di strategia nel centrodestra locale. FdI punta alla stabilità istituzionale e al rispetto dei tempi elettorali, mentre FI spinge per una rottura immediata e per il ritorno alle urne. Sul fondo resta il giudizio politico sull’amministrazione Francese, ormai al centro di un confronto che intreccia valutazioni amministrative e calcoli elettorali. La mozione di sfiducia, protocollata e indirizzata al Presidente del Consiglio comunale, al Segretario generale e al Prefetto di Salerno, dovrà essere discussa entro trenta giorni. Servono tredici voti per far cadere l’amministrazione: dodici sono già stati raccolti. Nel frattempo, Battipaglia si trova di fronte a un bivio politico che divide gli alleati di centrodestra tra chi chiede di voltare pagina subito e chi preferisce lasciare ai cittadini la parola alle urne.

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