Immigrazione Clandestina, Sfruttati e sfruttatori: diciotto arresti

Un mese fa i sequestri per milioni di euro e ieri gli arresti: diciotto le persone finite ai domiciliari in mezza Italiana e quattro quelle sottoposte all’obbligo di firma. La procura di Salerno, guidata da Raffaele Cantone, ha smantellato un’organizzazione criminale che, raggirando la normativa del Decreto Flussi, frodava il sistema del “Click day” favorendo l’ingresso irregolare di marocchini, pakistani e cingalesi.

L’inchiesta, avviata quasi un anno fa dagli inquirenti salernitani, ha fatto emergere un connubio criminale tra cittadini extracomunitai e cittadini italiani, dove i secondi rivestono senza dubbio un ruolo di primo piano.
Le indagini, delegate ai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e dalla guardia di finanza, attraverso intercettazioni telefoniche e telematiche, hanno svelato compiti e mansioni dei protagonisti dell’organizzazione che operava a Salerno e Napoli ma che era riuscita a ramificarsi fino a Avellino, Benevento, Campobasso, Roma, Ancona, Pisa, Savona e Brescia: una sorta di ufficio di collocamento parallelo ai canali istituzionali che lucrava sulle continue richieste di ingresso in Italia dei cittadini extracomunitari.

Sfruttati da connazionali e italiani, sarebbero migliaia le persone finite nella rete criminale che si avvaleva di extracomunitari regolari per adescare nordafricani e pakistani intenzionati ad arrivare in Italia anche a costo di pagare ingenti somme di denaro pur di ottenere un regolare permesso di soggiorno.

Fondamentale dunque il ruolo dell’intermediario che raccoglieva il denaro in contante per poi dividerlo tra i sodali: imprenditori agricoli ma anche funzionari dell’Agenzia delle Entrate, avvocati e commercialisti.
Una volta individuate le vittime e preso il denaro, entravano in gioco gli italiani. I funzionari comunicavano il giorno del “Click day” stabilito a livello nazionale a professionisti che contattavano a loro volta i titolari delle aziende agricole compiacenti, i quali a loro volta inoltravano richiesta di manodopera al sistema telematico a cui infine veniva assegnato l’extracomunitario di turno che risultava aver già inoltrato la sua richiesta.

Peccato che, come ha denunciato lo scorso inverno, la Cgil Campania, una volta giunti in Italia, gli extracomunitari si ritrovavano senza lavoro – perché le aziende che avrebbero dovuto assumerli spesso risultavano inesistenti – senza soldi e soprattutto senza documenti, che restano nelle mani del connazionale che faceva da intermediario con gli italiani.

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