Trump mostra il cappellino “2028” e annuncia la ricandidatura

WASHINGTON – Alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, Donald Trump ha scelto di trasformare un appuntamento tradizionalmente dedicato all’ironia e al dialogo con la stampa in un nuovo momento politico ad alta tensione. A sorpresa, il presidente ha indossato un cappellino rosso con la scritta “Trump 2028”, annunciando l’intenzione di ricandidarsi per un terzo mandato: «Ho vinto tre volte, lo farò di nuovo», ha dichiarato chiudendo il suo intervento. Un messaggio che arriva a pochi mesi dal tentativo di irruzione armata di Cole Allen, episodio che aveva interrotto bruscamente l’incontro di aprile. E che riapre un dibattito già infuocato: il 22° emendamento della Costituzione vieta espressamente un terzo mandato presidenziale. Trump, però, ha lasciato intendere che esistano «modi» per aggirare il vincolo, senza fornire dettagli. Nel suo discorso, Trump ha rivolto un attacco diretto ai media, citando CNN e New York Times come esempi di «ostilità sistematica» nei confronti della sua amministrazione. Non sono mancati riferimenti polemici a figure pubbliche e politiche: Bruce Springsteen, LeBron James, Barack Obama, Joe Biden, Gavin Newsom, Elizabeth Warren. Un elenco che conferma la volontà del presidente di trasformare la cena dei corrispondenti in un palco politico, più che in un evento istituzionale. A 100 giorni dalle elezioni di midterm, i sondaggi indicano i democratici in vantaggio per la conquista di almeno una Camera. Si tratta di rilevazioni preliminari che, come sempre, vanno interpretate con cautela: i risultati ufficiali arriveranno solo dopo lo scrutinio e la certificazione dei voti. È comunque un segnale che alimenta tensioni politiche in un clima già polarizzato. L’apparizione del cappellino “Trump 2028” non è solo un gesto simbolico: è un segnale politico preciso, destinato a influenzare il dibattito nazionale e a mobilitare la base repubblicana. La questione del terzo mandato, pur costituzionalmente preclusa, diventa così un nuovo terreno di scontro tra Casa Bianca, opposizione e media.

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