ROMA – Allarme caro carburanti e tensioni sui mercati energetici spingono il governo a preparare un piano straordinario da 14 miliardi in tre anni, da varare a partire da settembre. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’esecutivo starebbe lavorando a un pacchetto di misure che punta a rafforzare la sicurezza energetica nazionale, intervenendo su più fronti: stoccaggio della CO₂, reti elettriche, impianti industriali ad alta intensità emissiva, efficienza degli edifici pubblici. Tra le misure più rilevanti, l’aumento della capacità di cattura e stoccaggio della CO₂. Il piano prevede due step: 4 milioni di tonnellate nella prima fase, fino a 12 milioni di tonnellate a regime. Si tratta di un salto tecnologico e infrastrutturale che coinvolgerebbe in particolare i settori più energivori, come cementifici e acciaierie. Secondo il quotidiano, sarebbero allo studio incentivi fino a 900 milioni di euro per impianto, destinati alle aziende che avvieranno investimenti strutturali per catturare le emissioni. Il piano includerebbe interventi sulle reti elettriche, con l’obiettivo di: ridurre le dispersioni, aumentare la capacità di trasporto, integrare meglio le fonti rinnovabili, potenziare le smart grid, fondamentali per la gestione dei picchi di domanda. Un capitolo che si lega direttamente alla transizione energetica e alla necessità di rendere più stabile e resiliente il sistema nazionale. Nel pacchetto anche: investimenti nei bacini idroelettrici, per aumentare la produzione rinnovabile e la capacità di accumulo, sostegno alla diffusione delle pompe di calore, considerate una tecnologia chiave per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, interventi di efficientamento energetico degli edifici pubblici, con l’obiettivo di abbattere consumi e costi strutturali. Il governo punta a presentare il piano a settembre, in un contesto segnato da: aumento dei prezzi dei carburanti, tensioni internazionali, necessità di accelerare la transizione energetica, obiettivi europei su emissioni e decarbonizzazione. L’intervento, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrebbe contribuire a stabilizzare i costi, ridurre la dipendenza dall’estero e sostenere la competitività delle imprese italiane.


