Chi di spada ferisce di spada perisce, ma un bravo spadaccino sa quando deve impugnare l’elsa, così come è in grado di riconoscere anche il momento giusto per farlo. In casa Forza Italia quel momento è arrivato. E’ partita la raccolta firme in calce al documento per chiedere al presidente Antonio Tajani di convocare i congressi in Campania. Per il rinnovo o la riconferma del segretario regionale e dei coordinamenti provinciali.
La leadership di Fulvio Martusciello è di nuovo in discussione? Sembra proprio di no, perché stavolta è la corrente più vicina al capodelegazione europeo degli azzurri ad avanzare la richiesta a Roma lasciando di stucco i “dissidenti” che da mesi ne chiedono invano la rimozione e che adesso si sono messi alla caccia di uomini e di voti per tentare il colpaccio.
Le dimissioni di Pasquale Aliberti da presidente provinciale del partito e le accuse del sindaco di Scafati rivolte all’accentramento di potere nelle mani del solo coordinatore provinciale di Salerno, Roberto Celano, potrebbe apparire come il primo indizio utile a capire che in casa azzurra ci si sta preparando ad una battaglia tutta interna in cui chi prevarrà resterà ai vertici e chi soccomberà dovrà decidere se ricucire lo strappo – restando al proprio posto – oppure prendere una strada diversa.
E’ questa la prospettiva che i “dissidenti” azzurri hanno di fronte a sé. Prospettiva di cui conoscono bene i rischi ma che, a quanto pare (vista la solidarietà espressa al sindaco di Scafati dimissionario e polemico), intendono correre. Peccato però che non hanno fatto bene i conti perché, dinanzi ad un futuro congresso, c’è proprio bisogno di contarsi: oggi più che mai visto che tra Fulvio Martusciello e il capo dei dissidenti, Francesco Silvestro, i dissidi si sono sopiti e lo strappo è ormai rientrato.
Chi guiderà quindi l’opposizione interna? Non è difficile capirlo. Basta leggere i nomi di coloro che si sono subito mossi a sostegno di Aliberti. Il primo è senza dubbio Giuseppe Bicchielli, deputato forzista e presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico che, da qualche mese a questa parte, con il sindaco di Scafati ha organizzato parecchie iniziative sul territorio: l’ultima il sopralluogo nella città del primo cittadino per monitorare la grave situazione ambientale determinata dall’affluente del fiume Sarno (il rio Sguazzatoio) con tanto di conferenza stampa finale fianco a fianco dei colleghi di Fratelli d’Italia che, uno alla volta, stanno annunciando di sostenere l’amministrazione Aliberti a Scafati (l’ultima è stata Nunzia Pisacane accolta in grande stile dal sindaco forzista).
La seconda è Annarita Patriarca, deputata anche lei come Bicchielli e coordinatrice provinciale del partito a Napoli per volere dello stesso Martusciello prima che la stessa desse le dimissioni (si era già assicurata lo scranno in Parlamento quando con il coordinatore regionale andava d’amore e d’accordo).
I due parlamentari sono gli stessi che, insieme a pochi altri dalla primavera ad oggi, hanno inviato ben due lettere ai vertici del partito (la prima anche a Marina Berlusconi) ottenendo però in cambio solo la risposta secca del tesoriere azzurro Fabio Roscioli che li invitava a non alimentare all’esterno l’idea che il partito fosse dilaniato da polemiche inutili ed inesistenti.
Al secondo documento invece non è seguita neanche una risposta ed oggi la richiesta del congresso invocata dai “dissidenti” sembra aver assunto la forma di un’arma che gli si è ritorta contro. Perché adesso c’è da correre, cercare adepti e misurare le proprie forze.

