Morte bimbo di sette mesi: genitori arrestati in SvizzeraAccuse pesanti per la coppia cilentana arrestata in Svizzera. Indagati anche i nonni. Il 31 luglio l’udienza al Riesame di Torino Il caso – Una vicenda complessa che torna davanti ai giudici

AGROPOLI – Maltrattamenti in famiglia con morte di minore, lesioni personali aggravate, elusione dell’esecuzione di un provvedimento del giudice, sottrazione e trattenimento di minore all’estero. Sono le accuse contestate a Vito Dolce e Carmen Marotta, originari del Cilento, arrestati in Svizzera alcuni mesi fa e ora detenuti rispettivamente nelle carceri di Biella e Como. I due sono indagati per la morte del figlio di sette mesi, avvenuta nel novembre 2024 a Borgomanero. Nei giorni scorsi la Procura di Novara ha notificato alla coppia l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. L’atto è stato notificato anche ai nonni, anch’essi indagati: per loro l’accusa è di sottrazione di minore, perché non avrebbero affidato l’altra nipote ai servizi sociali come disposto dal giudice. Gli avvocati Leopoldo Catena (foro di Salerno) e Lorenzo Sozio (foro di Borgomanero) hanno presentato appello contro l’ordinanza del Gip di Novara del 25 giugno, che aveva respinto la richiesta di revoca della custodia cautelare in carcere. La difesa chiede che la misura venga sostituita con gli arresti domiciliari, anche con braccialetto elettronico, in luoghi separati, con divieto di comunicazione e ritiro dei documenti validi per l’espatrio. L’udienza davanti al Tribunale del Riesame di Torino è fissata per venerdì 31 luglio. Gli indagati continuano a dichiararsi innocenti, parlando di «incomprensioni con la giustizia». Secondo la loro versione, non vi sarebbero stati maltrattamenti sul piccolo e il trasferimento in Svizzera sarebbe avvenuto «in tempi non sospetti», senza alcuna volontà di sottrarsi alle indagini. «Ho parlato con loro in carcere – afferma l’avvocato Catena – e negano assolutamente i maltrattamenti. Il bambino è arrivato in ospedale in arresto cardiocircolatorio, non si è parlato di lividi». La coppia sostiene che alcuni segni sul corpo del piccolo sarebbero riconducibili a una manovra di emergenza effettuata dal padre per evitare che soffocasse dopo aver bevuto il latte materno. Gli avvocati Catena e Sozio ricostruiscono anche la permanenza della coppia in Svizzera, presentata come regolare e documentata: Vito Dolce risulta registrato legalmente dal 15 agosto 2025 all’Ufficio controllo abitanti del Comune di Vacallo. L’uomo lavorava per agenzie interinali svizzere. La coppia aveva avviato le pratiche per la cassa malati in vista della nascita della terza figlia. Nell’estate 2025 erano stati in vacanza ad Agropoli, con utenze e celle telefoniche attive: «comportamento incompatibile con la figura di latitanti», sottolinea la difesa. La conclusione delle indagini apre ora la strada alla richiesta di rinvio a giudizio. Il Riesame dovrà valutare se sussistono le condizioni per attenuare la misura cautelare, mentre la Procura prosegue l’esame degli elementi raccolti sulla morte del piccolo e sulle condotte contestate ai familiari.

Torna in alto