Il cadavere carbonizzato di Luca Esposito ha parlato. Ma le bocche degli inquirenti sono cucite: la procura di Salerno che indaga sull’omicidio di Luigi “Luca” Esposito ha ordinato il più stretto riserbo sulle indagini.
Sembra però che l’autopsia effettuata ieri pomeriggio all’obitorio dell’ospedale di Eboli ha confermato quanto già rivelato dall’esame esterno eseguito dal medico legale Gabriele Casaburi e dalla Tac total body: il giornalista sportivo non è stato sparato. Il corpo non presenta segni di ogive, nonostante la presenza del bossolo rinvenuto a qualche centinaia di metri dal luogo in cui è stato ritrovato il corpo.
Piuttosto l’esame autoptico ha rivelato la presenza di numerose fratture al volto e, forse, sarebbero state proprio queste a determinarne la morte prima di essere cosparso di liquido infiammabile (probabilmente benzina) e dato alle fiamme.
Frattura della mandibola e ossa facciali rotte. Danni anche alla clavicola. Tutti segni che lascerebbero ipotizzare che ci sia stata una colluttazione. Luca avrebbe provato a difendersi e a scappare ma non ce l’ha fatta. Forse perché ad aggredire il 53enne di Nocera Inferiore in quella stradina desolata delle campagne di Cioffi ad Eboli sono state più persone: ipotesi che gli inquirenti non hanno mai scartato e che adesso l’autopsia sembra confermare.
Oltretutto il corpo di Luca presenta anche una serie di fratture all’addome e agli arti inferiori, ma queste potrebbero essere state causate dalle fiamme. Il fuoco infatti è in grado di spaccare anche le ossa.
L’autopsia è durata oltre due ore. Il medico legale incaricato dal sostituto procuratore Alessandro Di Vico è arrivato all’obitorio alle quattro di ieri pomeriggio per uscire quando mancava quasi un quarto d’ora alle sette di sera. Tuttavia la salma di Esposito non è stata ancora dissequestrata perché la magistratura ha disposto ulteriori approfondimenti ed indagini di laboratorio.
Prima di tutto c’è da effettuare l’esame del Dna per confermare ufficialmente che il cadavere appartenga proprio a Luca Esposito. Non è stato possibile disporre il riconoscimento da parte delle sorelle perché il corpo era carbonizzato. Ma gli inquirenti hanno chiesto che tra gli accertamenti irripetibili vengano inseriti anche gli esami di tossicologia per accertare o scartare l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti.
L’attività investigativa continua a focalizzarsi sulla vita privata del giornalista e sulle sue frequentazioni e mira ad escludere che dietro brutale assassinio si nasconda un motivo legato alla sua attività professionale di cronista ed opinionista sportivo: a quanto pare unico lavoro svolto da Luca dopo la smentita dell’Arpac e della Regione Campania di qualsiasi rapporto di lavoro con l’uomo.
Gli inquirenti sono convinti che la chiave della svolta sia concentrare in quelle strade di campagna coltivate a serre ma che ospitano anche molti allevamenti bufalini che richiamano manodopera straniera, soprattutto indiana e pakistana.
La notte tra sabato e domenica Luca ha parcheggiato l’auto a bordo strada. Ha chiuso la Lancia Y ed è sceso. Per incamminarsi dove? E con chi? Certamente con persone che conosceva ma, evidentemente, non abbastanza da fare di presunti amici degli assassini violenti e sadici.

