Sarà una coincidenza o forse no, ma ci sono tanti elementi che accomunano la morte di Luca Esposito con quella di Gerardo Locuratolo avvenuta poco più di un anno fa.
Entrambi erano uomini, avevano quasi la stessa età e per la procura di Salerno non ci sono dubbi che ci si trova di fronte a due casi di omicidio.
Ma indicativo – e forse preminente – risulta anche il luogo in cui il giornalista ed il venditore ambulante (che a volte si inventava anche tassista per tirare a campare) sarebbero stati uccisi: nelle campagne di Cioffi, una frazione di Eboli a chiara vocazione agricola, ma anche zootecnica. Dove le serre coltivate a pomodori ed ortaggi si alternano ad aziende bufaline. Dove negli anni Novanta ci furono i primi insediamenti di extracomunitari.
All’epoca si trattava per lo più di maghrebini e nord africani che, tra “buoni e cattivi” trovavano impiego nei campi (alimentando anche il fenomeno del caporalato) e nello spaccio di droga facendo dell’ex mercato ortofrutticolo di San Nicola Varco (diventato da quindici anni l’Outlet Cilento) il loro quartier generale.
Poi il nuovo Millennio segnò l’arrivo di indiani, pakistani e cingalesi molto richiesti nelle aziende zootecniche per la loro capacità innata di avere a che fare con gli animali.
Luca Esposito e Gerardo Locuratolo hanno perso la vita in questa zona grigia,, che in venti anni è diventata sempre più popolosa e dove la legalità si interfaccia con l’illegalità quotidianamente. Il corpo del giornalista è stato ritrovato. Carbonizzato ma era rimasto lì in mezzo alle sterpaglie. Quello del venditore ambulante invece non è mai stato rinvenuto nonostante un mese di ricerche incessanti dei vigili del fuoco che hanno battuto le campagne di Cioffi in lungo e largo. Anche quello di Gerardo sarà stato bruciato?
A distanza si un anno, sua madre, una donna di 83 anni, lo cerca ancora e non dimentica le ultime parole ascoltate dalla voce di suo figlio. Intorno alle 22 di quel 16 aprile del 2025, Gerardo le aveva telefonato per avvertirla che avrebbe tardato perchè doveva accompagnare una persona in auto a Cioffi. Da Battipaglia, un tragitto di mezzora circa andata e ritorno. Ma il tempo passava e Gerardo non rientrava, così sua madre lo telefona di nuovo e l’uomo la rassicura che sarebbe tornato nell’arco di un quarto d’ora al massimo ma non tornerà mai più e, quando l’anziana donna proverà preoccupata a ricontattarlo, il cellulare di Gerardo squillerà a vuoto per poi spegnersi definitivamente.
A quel punto scatta la denuncia e partono le ricerche. Carabinieri e vigili del fuoco perlustrano le campagne di Cioffi, ma non trovano nulla: neanche la sua Golf. L’auto sarà ritrovata qualche giorno dopo ad una decina di chilometri di distanza dalle campagne della frazione di Eboli. In zona San Cesareo di Albanella: due gomme tagliate, finestrino lato passeggero rotto, sedile passeggero spostato stranamente tutto in avanti. Nell’auto, sua madre dirà qualche mese più tardi alla trasmissione Rai “Chi l’ha visto?”, sarebbe stata trovata anche la ricevuta di un bonifico risalente a gennaio, che non avrebbe fatto suo figlio ma che potrebbe averla persa l’uomo che era con lui.
Anche l’auto di Luca è stata ritrovata, ma poco distante dal suo cadavere. Quella che invece non è mai stata rintracciata è l’auto su cui nel 2007 salì la signora Enza Basso a Salerno (nella foto) con il domestico, l’indiano John Sing (detto Sonu), di cui da 19 anni non si sa assolutamente nulla.

