Zannini, due ore dal gip per respingere le accuse

CASERTA – Il suo nome compare ancora nel gruppo di Forza Italia, ma Giovanni Zannini in consiglio regionale non si è fatto più vedere. E chissà se ci ritornerà, dal momento che su di lui pende una richiesta di arresto della procura di Santa Maria Capua Vetere per corruzione, concussione, falso e truffa ai danni dello Stato.


Ieri mattina il consigliere regionale si è presentato davanti al gip e al pm Giacomo Urbano, accompagnato dal suo legale di fiducia Angelo Raucci.
Zannini si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip, ma ha reso spontanee dichiarazioni basandosi sulle memorie difensive depositate.


In due ore ha cercato di respingere tutte le accuse contestategli dalla procura e relative alla scorsa legislatura regionale in cui sosteneva la maggioranza dell’ex governatore De Luca.


Zannini ha detto che non avrebbe in alcun modo agevolato gli imprenditori caesari Luigi e Paolo Griffo che non avrebbero potuto ampliare l’azienda senza un certificato ambientale che, secondo la procura, Zannini in Regione avrebbe cercato di far bypassare di modo da far ottenere loro anche un finanziamento di tre milioni di euro.

In cambio, secondo l’accusa, avrebbe ricevuto una gita su uno yacht di lusso del valore di 7mila euro che Zannini, invece, ribadisce di aver pagato di tasca propria.


Nè, dice il consigliere regionale, avrebbe fatto pressioni per rimuovere l’ex manager dell’Asl di Caserta, Enzo Iodice, tramite i suoi rapporti con il dirigente della sanità regionale Antonio Postiglione (indagato) «perché – come sostiene la procura – non voleva adeguarsi alle sue richieste di nomine».


Si attende ora la decisione del gip Daniela Vecchiarelli.

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