Intercettato da Fratelli d’Italia in tempi non sospetti. Ripescato dai forzisti dopo lo strappo in consiglio regionale. Apprezzato dai centristi ma osteggiato – solo per motivi politici – dalla sinistra.
Armando Zambrano è il nome del probabile candidato sindaco su cui convergono tutti ma quello dell’ex presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Salerno, è anche il nome che potrebbe sbaragliare i tavoli provinciali, rimescolare le alleanze e ridurre il cerchio del Campo largo.
Ecco perché.
Domani mattina il coordinatore regionale di Forza Italia, Fulvio Martusciello, proclamerà ufficialmente il nome del candidato sindaco dei forzisti e, tra gli azzurri, circola voce che il nome sia proprio quello di Zambrano.
L’ingegnere sarebbe l’uomo al posto giusto sia perché ha chiesto di non volere simboli di partito nella sua coalizione – e Forza Italia è pienamente d’accordo a correre con una civica (come farà del resto ad Avellino) e sia perché Zambrano è stato individuato come candidato della coalizione di centrodestra molto tempo fa da Edmondo Cirielli prima che gli venisse preferito Gherardo Maria Marenghi. Quale migliore occasione dunque per Forza Italia di puntare sul vecchio cavallo di battaglia dell’attuale avversario politico? Nel tentativo semmai di strappare più voti? Tentativo che non sarebbe da escludere, visto che Armando Zambrano è un nome che affascina anche i centristi. Quei centristi che siedono al tavolo del Campo largo spoglio di dem e socialisti.
Quando domani mattina Forza Italia scioglierà il nodo candidatura, contemporaneamente nella sede di Azione (all’interno del Capitol) si riunirà il tavolo provinciale Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, Azione, Oltre, Casa Riformista, Noi di Centro, Salerno in Comune, Semplice Salerno, Associazione Salute e Vita e Popolari e Moderati, per trovare la quadra e annunciare lunedì prossimo il loro candidato unitario.
Ormai non c’è più tempo da perdere. Vincenzo De Luca ha già aperto la sua campagna elettorale a Mariconda – corredata dall’ennesimo tentativo inascoltato della mamma di Cristina Pagliarulo di chiedere chiarezza sulla morte di sua figlia all’ospedale Ruggi – ed è ormai chiaro che i dem non hanno alcuna intenzione di trovare un accordo con i partiti che hanno sostenuto Roberto Fico in Regione. Dall’ultimo appuntamento di due settimane fa, il segretario provinciale Giovanni Coscia non si è fatto più sentire, mentre quello regionale – Piero De Luca – è impegnato nella campagna referendaria e (probabilmente) nei colloqui romani per tentare di far cadere i veti sul sostegno a suo padre.
Ma, sarà davvero unitario questo candidato? L’area centrista guarda con interesse a Zambrano. Casa Riformista con Gianfranco Valiante in particolare (del resto Zambrano è stato sempre molto vicino ad Alfonso Andria). Ma anche il mastelliano Enrico Indelli non lo disdegnerebbe. E se in casa Azione regna la confusione, Sinistra Italiana e Movimento 5Stelle sarebbero contrari. Non per motivi legati alla persona di Zambrano, quanto per una sorta di «vicinanza professionale» che l’ingegnere in passato ha avuto con l’allora sindaco De Luca.
Nei pentastellati potrebbe esserci anche un margine di consenso, ma per la sinistra è fuori discussione.
Quindi i centristi a quel punto cosa faranno? Sostenere Zambrano significherebbe lasciare il Campo largo che, a quel punto, si ridurebbe a Sinistra Italiana e 5Stelle e, dunque, non esisterebbe più.

