Se Andrea Pirozzi fosse stato riconfermato sindaco, i sostenitori della zona San Marco, roccaforte di Raffaele Piscitelli, avrebbero organizzato una sfilata con le carrozze per festeggiare la vittoria. Marcantonio Ferrara, agli arresti domiciliari da l’altrieri insieme a sindaco e vicesindaco, lo dice a Pirozzi l’8 settembre 2020. Pirozzi, che ha già saputo dai “cervinesi” delle indagini della procura su una serie di appalti, gli risponde: «Così ti portiamo a Santa Maria Capua Vetere con la carrozza», riferendosi sarcasticamente al carcere. L’imperativo dettato dal sindaco è di interrompere gli incontri con i presunti referenti dei Piscitelli, in particolare con Domenico Nuzzo.
Di Nuzzo, però, sembra averne bisogno Veronica Biondo che, quello stesso giorno, è costretta a stare in casa perché ha il Covid e, al telefono con Ferrara, esprime il suo timore che qualche candidato della zona di S. Marco possa prendere più voti di lei e perciò vorrebbe incontrare Domenico Nuzzo ma sa benissimo che «non è il caso». A tranquillizzarla ci pensa lo stesso Ferrara rispondendo che «se prendiamo meno di 600 voti, facciamo una rivolta» e si mette subito al lavoro per ottenerli.
Due giorni dopo, nonostante l’avvertimento di Pirozzi, Ferrara partecipa ad un cena con Domenico Nuzzo – detto “mimmariello” e Gennaro Iannone (che qualche mese dopo sarà assunto da una ditta napoletana grazie all’intercessione di Pirozzi). La cena gli costerà 650 euro, ma tanto basta per rassicurare, il giorno seguente, la Biondo sul buon esito dell’incontro. «Tu fammi cinque voti e io ne faccio 150 per te», le dirà al telefono. Veronica Biondo era comunque già stata avvertita da suo padre che tutto era andato liscio, del resto il papà aveva appena lasciato lo studio di Ferrara quando il futuro assessore e la futura vicesindaco si sentono al telefono.
Ma Veronica Biondo ha ancora qualche perplessità e il 4 settembre telefona Clemente De Lucia, che le illustra la spartizione territoriale dei voti. «Noi abbiamo un patto», le dice.
Questo presunto patto porterà alla Biondo la nomina a vicesindaco. La forzista, che per via dell’arresto ha dovuto ritirare la sua candidatura dalle prossime regionali, potrebbe stare tranquilla. Ma le cose si complicano il 25 settembre 2020, quando il neo rieletto Pirozzi viene a sapere da un carabiniere in pensione, Adolfo Meloro (indagato nella stessa inchiesta) che «si comincia a dire che i soldi cacciati da Biondo per la campagna elettorale li ha data a Mimmariello (alias Domenico Nuzzo; ndr)». «Apri bene gli occhi» è l’avvertimento del carabiniere al sindaco.
Ed effettivamente, quattro mesi dopo (29 gennaio 2021), in una conversazione ambientale tra Pirozzi, Biondo e Ferrara si sente il primo chiedere spiegazioni alla vicesindaco circa una foto scattata davanti ad un bar che ritrare la Biondo in compagnia di Domenico Nuzzo. La foto è stata scattata l’ottobre precedente, spiega la vicesindaco, quando Nuzzo sarebbe salito al Comune.
L’amministrazione Pirozzi va avanti tra le pretese di Piscitelli per la gestione di un chiosco e dall’area cimiteriale, oltre che per la realizzazione di un impianto di cremazione e gli incontri con i sui presunti referenti che, ad un certo punto, sembrano molto arrabiati. Il 5 luglio del 2022, la questione chiosco non è stata ancora risolta e De Luca inveisce contro Veronica Biondo. Le ricorda il sostegno elettorale ricevuto e le dice: «Non te lo sei fatto passare neanche per il c….».

