Se il maxiprocesso sulle violenze avvenute il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere sta ritardando a causa delle proteste del pool difensivo contro il trasferimento del presidente del collegio Roberto Donatiello, a fine gennaio prossimo ci sarà l’udienza preliminare per altri 32 agenti penitenziari coinvolti nelle violenze.
Il 29 gennaio, il gup di Santa Maria Capua Vetere, Angela Mennella, dovrà decidere se rinviare a giudizio gli agenti non identificati durante la prima fase delle indagini che ha portato poi al maxiprocesso.
Si tratta infatti dei funzionari di polizia penitenziaria che, quella sera, furono chiamati in supporto dai colleghi del carcere sammaritano per la perquisizione nelle celle dei detenuti e che, per la maggior parte provenivano da Secondigliano (15 di loro), uno dall’istituto penitenziario di Avellino e gli altri erano in servizio a Santa Maria Capua Vetere ma non furono subito identificati – tramite i filmati delle telecamere di sorveglianza – perché indossavano mascherine e caschi. Ma che, comunque, furono ripresi dai dispositivi di videosorveglianza mentre facevano passare i detenuti in un “corridoio umano”, picchiando e pestando i reclusi per quasi due ore.
Tutti i 105 imputati del maxiprocesso hanno tirato spesso in ballo i colleghi, additandoli come coloro che avrebbe picchiato duro e si sarebbero scagliati con violenza contro i detenuti.
L’inchiesta bis nasce infatti proprio dalle dichiarazioni degli imputati che furono subito identificati perché non indossavano i dispositivi di protezione contro il Covid. Successivamente alla prima fase di indagine – che aveva portato all’identificazione di 150 agenti (da cui nacque il maxiprocesso per 105 di loro), i pubblici ministeri, Alessandro Milita, Daniela Pannone e Alessandra Pinto, riuscino a risalire ad altri 50 agenti penitenziari che furono indagati per abuso di autorità e, di questi, venti accusati di tortura. Solo per 32 agenti è stato chiesto il rinvio a giudizio. Le altre diciotto posizioni sono state archiviate.
Intanto, ieri, la procura generale ha chiesto una «condanna equa» per altri due agenti coinvolti nelle violenze ed assolti in primo grado con giudizio abbreviato, Angelo Di Costanzo e Vittorio Vinciguerra, e ha chiesto di riaprire l’istruttoria sentendo il comandante Gaetano Manganelli (imputato nel maxi processo).

