Inizia con una targa imbrattata di vernice rossa e si conclude con un bagno di folla il tour di Roberto Vannacci che, muovendosi tra Napoli e Salerno, viene ad incontrare iscritti e simpatizzanti di Futuro Nazionale, il nuovo partito che celebrerà a metà giugno la sua assemblea costituente.
La giornata napoletana di Vannacci inizia con l’inaugurazione della sede del partito al centro direzionale, appuntamento macchiato – è proprio il caso di dirlo – dall’atto vandalico che colpisce la targa con nome e simbolo di Futuro Nazionale, ricoperta da vernice rossa. Sulla targa attaccato anche un manifestino con insulti nei confronti del generale datosi alla politica.
Non manca una rivendicazione, affidata ad un comunicato firmato dagli attivisti del Laboratorio Insurgencia e della Rete No Kings.
«Non ci faremo intimorire per questi signori, siamo qua e abbiamo tanta gente che è contenta», il lapidario commento di Vannacci.
E di gente a Salerno ce n’è veramente tanta: sala gremita quella del Grand Hotel Salerno, con decine di simpatizzanti assiepati all’impiedi lungo il perimetro della sala. Successo di partecipazione, ma disastro organizzativo: giornalisti e fotografi travolti nel tragitto che dall’ingresso porta alla sala, riuscire a strappare qualche battuta a Vannacci – solitamente loquace con la stampa – significa affrontare una mischia degna di una partita di rugby.
A dispetto di ciò, il generale indica ai cronisti le tappe che il partito seguirà nei prossimi mesi: «Sicuramente – dice – dal 2027 Futuro Nazionale sarà presente in tutta Italia, parteciperà alle politiche, parteciperà alle amministrative. Nel 2026 parteciperà, ma senza il simbolo del partito perché siamo appena nati».
Una presenza, quella di Futuro Nazionale, che potrebbe far capolino anche a Salerno in occasione del voto di maggio: «A Salerno si vota tra un mese – chiosa Vannacci -, come ho detto Futuro Nazionale non sarà presente con il proprio simbolo, ma supporterà dei candidati e ve lo faremo sapere».
Lo sguardo, tuttavia, è proiettato su un orizzonte politico più ampio, l’obiettivo sono le politiche del 2027: per quel traguardo occorre mobilitare una base elettorale ancora tutta da consolidare. E Vannacci lo fa puntando sui temi che lo hanno ormai reso celebre, muovendosi con agilità dalla sicurezza all’immigrazione, al fisco più leggero alla lotta ad ogni forma di parassitismo. La platea accoglie con entusiasmo le sollecitazioni del generale, che dice di rivolgersi «a tutte quelle persone che non vogliono la paghetta di stato, che non vogliono l’elemosina del reddito di cittadinanza, ma che vogliono invece l’opportunità di crearsi un futuro da sole».

