UniSa, il nuovo rettore: «Sogno un Ateneo dialogante e corale»

Se c’è una parola che il nuovo rettore dell’Università di Salerno ha pronunciato più spesso è coralità. La seconda è squadra.
Si è insediato ieri mattina Virgilio D’Antonio, eletto lo scorso luglio ed in attesa della cerimonia ufficiale di insediamento con la ministra Anna Maria Bernini. E come primo passo del sessennio che ha davanti a sé ha voluto incontrare la stampa. «Questo è il segnale di un’Università che dialoga con tutto il contesto di riferimento, che si apre al territorio ed ai soggetti pubblici e privati che circondano il nostro campus». Un Ateneo, insomma, quello pensato da D’Antonio che deve fare da collante e da anello di congiunzione tra studenti, docenti, esperti e con l’intero mondo della comunicazione e delle istituzioni.
«Inizia oggi un corso dialogante – ha esordito così il neorettore – e non rinuncerò assolutamente a camminare e a vivere l’Ateneo nonostante il mio massimo impegno nello svolgimento delle mie funzioni in rettorato. Il rischio più grande che si corre è quello di perdere la sintonia. Bisogna mantenere quindi sempre saldo il legame tra università e istituzione, camminare con l’Ateneo. Anzi è l’Ateneo che cammina e si muove verso il futuro».
In una sala gremita di docenti, capi dipartimento e personale amministrativo, e che ha visto anche la partecipazione sentita dell’ex Magnifico Raimondo Pasquino, Virgilio D’Antonio ha ribadito che nei prossimi sei anni «ci proiettiamo in una dimensione di ricostruzione comunitaria del nostro Ateneo». E che, di questa dimensione comunitaria fanno parte tutti i protagonisti della vita universitaria.
La cosa prioritaria, però, resta la squadra. I primi cento giorni di rettorati saranno importanti per individuare le persone che accompagneranno D’Antonio durante tutto il suo rettorato.
«Nei primi cento giorni saranno tante le cose da fare, ma la priorità è costruire la squadra che mi affiancherà. Non posso immaginare il governo dell’Ateneo cristallizzato su un’unica figura alla guida dell’istituzione, ma penso solo ad una dimensione di coralità».
Il nuovo rettore ha già individuato il prorettore vicario nel professore Piero Campiglia, mentre alla guida della Fondazione Universitaria ci sarà la professoressa Paola Adinolfi.
E se all’Ateno ha dedicato il suo primo messaggio, affiché «tuteli il passato, curi il presente e alimenti scintille di futuro, come quelle che si intravedono nei singoli Dipartimenti, eccellenze che vanno raccontate», agli studenti ha rivolto il suo pensiero di chiusura, un invito rivolto alla bellezza della loro unicità: «Non dobbiamo essere perfetti – ha detto – ciascuno può cadere, sbagliare, ma ci si rialza e si va avanti».

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