C’è un cuore nuovo per Tommaso ed è compatibile. Lo dice l’avvocato Francesco Petruzzi, in diretta durante la trasmissione Mediaset “È sempre Carta Bianca”.
Alle dieci di ieri sera mamma Patrizia, è stata convocata d’urgenza dalla direzione del Monaldi per comunicarle la buona notizia. Ma i medici le hanno anche chiesto di attendere ancora, perché non è certo che il cuore venga assegnato a Tommaso.
Probabile che la decisione arriverà dopo il maxi consulto sulla capacità di Tommaso di sostenere un secondo trapianto, che è fissato proprio oggi quando al Monaldi arriveranno esperti dal Bambin Gesù di Roma, da Torino, da Padova e da Bergamo, così come avevano chiesto anche gli avvocati Francesco Petruzzi e Angelo Riccio.
I legali hanno contattato il comandante dei Nas di Napoli, Alessandro Cisternino, per anticipargli che – in caso di trapianto – chiederanno il sequestro del cuore danneggiato impiantato a Tommaso il 23 dicembre scorso.
Adesso la speranza di mamma Patrizia «di avere un cuore nuovo» per suo figlio e di «vederlo presto tornare a casa guarito» diventa più concreta. Ieri mattina Patrizia è stata contattata al telefono dalla premier Giorgia Meloni che le ha ribadito che si sta facendo il possibile per trovare un cuore compatibile. Ma anche che «si farà giustizia» su quanto accaduto tra Bolzano e Napoli il 23 dicembre scorso – il giorno dell’espianto e del trapianto – e «qualora emergano responsabilità dall’inchiesta della magistratura».
Così come hanno fatto da Roma il governatore della Campania Roberto Fico e il ministro della Salute Orazio Schillaci, dove si sono incontrati per fare il punto della sanità campana.
Sul fronte investigativo, intanto, le indagini vanno avanti così come le audizioni in procura delle persone informate sui fatti.
Lunedì scorso era toccato al cardiologo che aveva in cura Tommaso parlare con il pm Giuseppe Tittaferrante che, nei prossimi giorni, ascolterà altre persone informate sui fatti ma anche i sei indagati – tra medici ed infermieri – che hanno partecipato all’intera procedura: dall’espianto dell’organo a Bolzano fino alla sua conservazione, al trasporto a Napoli e all’intervento chirurgico per l’impianto dell’organo.
La settimana scorsa i Nas hanno sequestrato il box dove è stato custodito l’organo espiantato a Bolzano e trasportato a Napoli per accertare se sono state seguite le Linee Guida previste dal Protocollo nazionale per i trapianti. Ed il box potrebbe dare le prime risposte su tre punti chiave.
Uno: è stato utilizzato ghiaccio a secco o ghiaccio normale? Due: il cuore è stato protetto da un involucro di plastica per evitare il contatto con il ghiacchio e, quindi, eventuali ustioni? Tre: nel box contenitore è stato inserito un dispositivo capace di controllare la temperatura all’interno e garantirne la perfetta conservazione fino al trapianto?
Dalle prime indagini sembra che l’equipe inviata a Bolzano per l’espianto non fosse formata per una procedura così delicata.
Ma adesso gli occhi e le speranze di tutti sono puntati sul maxi consulto previsto in giornata al Monaldi, a cui parteciperà anche un equipe del Bambin Gesù di Roma che, in un primo momento, ha escluso la possibilità di un secondo trapianto per Tommaso per via delle gravi condizioni cliniche.
«Io mi rimetto alla clinica perché non sono un clinico – ha detto il presidente dell’ospedale pediatrico romano, Tiziano Onesti -. Ovviamente il Bambino Gesù come sempre è disponibile perché è parte integrante del servizio sanitario nazionale».
Ma da ieri sera tutto potrebbe cambiare e Tommaso potrebbe essere operato già oggi.

