Il cadavere era sul pianerottolo. Sul viso i segni di forti percorre e una dose di droga accanto al corpo.
È questo la scena del delitto trovata dai carabinieri della sezione operativa del comando provinciale di Salerno ieri mattina nella palazzina di via Gabriele D’Annunzio, nel quartiere Picarelli di Salerno.
A terra c’era il corpo di Antonio Mazza, 35 anni di Nocera Inferiore, da qualche giorno ospite a casa del suo amico Luca Fedele, 49 anni, fermato ieri mattina con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Di cui, però, Fedele nega ogni responsabilità.
Non ne sono convinti invece i carabinieri che, fin dalle prime indagini, si sono messi alla ricerca del quarantanovenne appassionato di pugilato. La pista investigativa battuta dagli inquirenti fa pensare ad un litigio scoppiato tra i due venerdì sera all’interno dell’appartamento di Fedele.
I vicini avrebbe infatt sentito un trambusto provenire dall’abitazione del piano rialzato e, spaventati, hanno allertato i militari.
Erano da poco passate le 22, quando i carabinieri sono entrati nella palazzina ed hanno trovato il cadavere di Antonio Mazza privo di vita sul pianerottolo. Probabile – ipotizzano gli inquirenti – che dopo l’aggressione avvenuta all’interno dell’appartamento, la vittima abbia cercato di fuggire ma è stata rincorsa dall’aggressore ed uccisa. Come, però, lo stabilirà l’esame autoptico disposto dalla procura di Salerno. Perché? Sembra che il movente vada ricercato in un contrasto nato per questioni di droga e la dose di sostanza stupefacente rinvenuta accanto al cadavere di Mazza ne sarebbe la prova inconfutabile.

