Tar Salerno, Raddoppiati i ricorsi sulle ore di sostegno

Obiettivi del Pnrr raggiunti. «Anzi superati». Il presidente del Tar di Salerno, Salvatore Mezzacapo, rivendica l’obiettivo con orgoglio così come, con altrettanta soddisfazione, annuncia durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario amministrativo di Salerno che – di fronte ad un numero di contenziosi che resta stabile rispetto al 2024 – si sono però accorciati i tempi di attesa sia per le sentenze cautelari che per quelle di merito: 35 giorni per le sospensive e massimo 107 per le decisioni.


Ma, se i ricorsi in tema di appalti pubblici diminuiscono – «anche per un calo delle gare», spiega – quelli sugli appalti di servizio aumentano – «ma è naturale perché vanno a scadenza e richiedono sempre un rinnovo».


Tuttavia sono i ricorsi in tema di sanità ad assorbire la gran parte del lavoro con numeri raddoppiati. I ricorsi riguardano soprattutto le clausole dei contratti stipulati tra le strutture private e le aziende sanitarie pubbliche riguardo la determinazione dei tetti di spesa e delle tariffe contro cui poco possono i privati. «Visto che – spiega Mezzacapo – la tenuta del sistema si fonda sull’intangibilità degli atti regionali e di quelli delle Asl». Dunque la maggior parte dei ricorsi sono rigettati dai giudici amministrativi.


Ma c’è un altro aspetto che il presidente del Tar tiene ad evidenziare. «L’ultimo anno ha registrato un incremento dei contenziosi relativi alle ore di sostegno per gli alunni con disabilità», ha detto Mezzacapo spiegando che tutte le pronunce del Tar di Salerno hanno dato ragione ai genitori degli alunni che chiedevano maggiori ore di lezioni per i loro figli.
«Siamo nel territorio dei diritti fondamentali – ha chiarito – e quindi la condotta dell’istituto scolastico che riconosce un numero di ore inferiori rispetto al diritto all’istruzione è da considerarsi illegittima».


C’è però stato un caso particolare in cui – sempre a pieno titolo – i genitori di un alunno con disabilità hanno ottenuto dal Tar il riconoscimento dell’annullamento della promozione alla classe superiore del proprio figlio. «In questo caso – ha spiegato il presidente – si è ritenuto che l’ammissione alla classe successiva non poteva basarsi solo sul raggiungimento degli obiettivi previsti dai Piano Educativi Individualizzati ma deve tener conto anche del quadro clinico emergente dalla diagnosi funzionale dell’alunno, che avrebbe avuto maggiori vantaggi a ripetere l’anno scolastico».


Infine, ci sono i ricorsi in materia paesaggistica e non potrebbe essere diversamente visto che la maggior parte del territorio della provincia è soggetto a vincoli.

Torna in alto