Ambiente

Salerno, no del Consiglio di Stato: le Fonderie restano chiuse

Nuovo “no” alla ripresa delle attività delle Fonderie Pisano in pendenza di giudizio dinanzi ai giudici amministrativi del Tar di Salerno.A respingere il nuovo ricorso presentato dai legali della società i giudici del Consiglio di Stato, cui le Fonderie Pisano si erano rivolti chiedendo la riforma dell’ordinanza cautelare del Tar della scorsa settimana (quella, per […]

Fonderie Pisano, scatta la chiusura

È stato notificato ieri mattina il decreto con cui la Regione ha disposto il rigetto del progetto di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per l’adeguamento alle Bat presentato dalle Fonderie Pisano, decisione che porta inevitabilmente alla cessazione dell’attività produttiva presso lo stabilimento di Fratte. La società, ora, ha 60 giorni per presentare ricorso al Tar.In attesa

Pisano: «Pronti a investire per l’adeguamento, ma nei tempi di legge»

Controdeduzioni e contestazioni. Si gioca su questo binomio la reazione delle Fonderie Pisano alla comunizione con la quale la Regione Campania preannuncia la bocciatura del piano di integrazione delle Bat (le migliori pratiche da adottare per ridurre l’impatto ambientale, nda) indispensabili per ottenere il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per l’opificio di Fratte. Bocciatura destinata a

Fonderie Pisano, dieci giorni per scongiurare il blocco totale

Le Fonderie Pisano hanno tempo fino al prossimo 12 marzo per presentare osservazioni e controdeduzioni in grado di evitare la defin itiva valutazione negativa del progetto di adeguamento impiantistico per il rispetto delle Bat e, di conseguenza, per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Il termine è contenuto nella comunicazione di preavviso di rigetto del progetto

Bagnoli, sopralluogo tra le proteste

Si è aperta con una nuova manifestazione di protesta la giornata che ha visto il sopralluogo della commissione urbanistica del Comune di Napoli – con la partecipazione del sindaco/commissario Gaetano Manfredi – al cantiere di Bagnoli Coroglio.Componenti della Rete No America’s Cup e abitanti del quartiere sono scesi in strada bloccando gli autocarri in entrata

Bagnoli, ecco come nasce il sopralluogo dei pm

Dagli aspetti ambientali ai pericoli per la salute dei cittadini, al piano più strettamente tecnico-amministrativo: non c’è angolazione dell’intervento di riqualificazione di Bagnoli che non sia finito sotto la lente d’ingrandimento degli esposti presentati alla fine del 2025 da due gruppi di associazioni – a cura degli avvocati Elena Coccia e Domenico Ciruzzi -, esposti che

Fonderie Pisano, si va verso il no all’Aia

La parola “fine” sulla storia produttiva, non sempre serena, delle Fonderie Pisano in via Dei Greci, sembra ormai essere stata scritta. A sancirne l’esito è stata la Conferenza dei Servizi, svoltasi presso la sede della Regione Campania, che ha dato parere sfavorevole agli emendamenti al piano per l’Aia. Bocciatura che porterà ad un provvedimento di

«A Bagnoli la bonifica scompare al cospetto della Coppa America»

«Questo è solo l’inizio». Un incipit non proprio rassicurante quello di Lamberto Lamberti, geologo e uno dei referenti dell’Assemblea popolare di Bagnoli, una delle componenti della rete “No Coppa America”.L’inizio a cui si fa riferimento sono i dati dei primi rilevamenti Arpac nell’area di Bagnoli, quelli – per intendersi – che hanno rilevato quattro superamenti

Bagnoli, la protesta investe anche il mondo della scuola

«Se si continuerà a questo ritmo, i trentacinque giorni di sforamento dei livelli massimi di pm10 si esaururanno entro il mese di marzo, che si farà poi?».L’interrogativo, sollevato dal consigliere della X municipalità Diego Civitillo, è destinato a rimanere senza risposta. Almeno per ora, in attesa che la centralina mobile dell’Arpac renda disponibili nuovi dati

Fiume Sarno, finalmente siglato il Protocollo d’intesa

Adesso si fa sul serio. La sottoscrizione del “Protocollo d’Intesa per le attività investigative finalizzate alla repressione dei fenomeni di inquinamento del Fiume Sarno e dei suoi affluenti” è la prova che la magistratura vuole andare fino in fondo e capire cosa non ha funzionato in questi decenni, chi era competente a fare qualcosa per

Torna in alto