Intesa raggiunta. O forse no, almeno per quel che riguarda il Comune di Napoli.
Le vicende del centrodestra campano continuano a riservare sorprese, anche dopo l’annuncio urbi et orbi – arrivato nel pomeriggio di domenica – della ritrovata unità in vista delle prossime elezioni amministrative di maggio, ad iniziare dalle città capoluogo di Avellino e Salerno. Comuni dove Forza Italia rientra nei ranghi del centrodestra, sostenendo i candidati sindaco individuati dalla coalizione.
L’intesa di domenica, in verità, guarda anche oltre, annunciando un accordo che investe anche gli altri tre capoluoghi della Campania, chiamati alle urne il prossimo anno. In questo schema si ribadisce che il candidato sindaco a Napoli sarà espressione di Forza Italia, di più, si attribuiscono agli azzurri quattro candidati alla presidenza delle Municipalità, con i restanti sei divisi tra gli altri partiti della coalizione.
Schema chiaro, ma evidentemente non condiviso fino in fondo se già nella serata di domenica il coordinatore regionale della Lega, l’onorevole Gianpiero Zinzi, invitava ad evitare “fughe in avanti”, con evidente riferimenti alle amministrative partenopee del 2027.
E che la Lega sia attestata su una posizione decisamente differente rispetto a quella del centrodestra su Napoli lo conferma l’intervento di Enzo Rivellini, commissario cittadino del Carroccio: «Sulle elezioni comunali di Napoli – dice – non esiste alcun accordo. Il resto è pura invenzione».
Un incipit che rappresenta il preludio per un affondo durissimo: «Fa sorridere – se non fosse una vicenda seria – vedere esponenti del centrodestra che, senza alcun mandato né legittimazione, parlano di intese e arrivano perfino a ipotizzare spartizioni delle municipalità per elezioni che si terranno tra oltre un anno. È l’ennesimo teatrino goffo, messo in scena per coprire tensioni interne e tentare di spostare l’attenzione dalle difficoltà politiche che alcuni dirigenti stanno vivendo, anche nel rapporto con i vertici nazionali e con la propria base».
Un passaggio, quest’ultimo, che sembra indirizzato agli alleati di Forza Italia, in particolare al segretario regionale Fulvio Martusciello: a lui, infatti, si devono tanto la decisione di andare allo scontro frontale con Fratelli d’Italia e Lega, con decisione di sostenere candidati esterni alla coalizione ad Avellino e Salerno, quanto il dietro front delle ultime 48 ore. Con un’intesa che, evidentemente, sta stretta alla Lega. O almeno alla sua componente partenopea.
Di segno diametralmente opposto, invece, la reazione di Noi Moderati, formazione che dopo il recente rafforzamento proprio su Napoli avrebbe potuto puntare i piedi durante l’incontro dei segretari regionali conclusosi con il ricompattamento della coalizione.
«Adesso – dice il segretario regionale Gigi Casciello – deve prevalere il buon senso. Noi avremmo anche potuto avanzare una diversa valutazione su Napoli, alla luce del fatto che Domenico Brescia, consigliere comunale più votato del centrodestra, ha scelto di aderire a Noi Moderati. Ma non è questo il momento delle bandierine».
A prevalere su tutto deve essere, soprattutto in questa fase, l’unità della coalizione di centrodestra.
«Con senso di responsabilità -prosegue Casciello – rispettiamo l’accordo sottoscritto già a febbraio e andiamo avanti uniti. Il centrodestra ha il dovere di presentarsi compatto agli elettori, senza riaprire discussioni già chiuse. L’unità è la condizione per essere credibili e competitivi. Le ambizioni legittime di ciascuno devono trovare sintesi in un progetto comune».

