A Napoli annulla il bando di De luca e a Salerno glissa sul Campo Largo

Non era mai capitato prima d’ora che un presidente di Regione partecipasse all’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar di Salerno. Roberto Fico invece lo ha fatto. È arrivato puntutale ieri alle 9.30, come da programma, accompagnato dal cerimoniere di Palazzo Santa Lucia e dal suo capo di Gabinetto, Domenico De Falco.


Lo ha fatto rompendo le vecchie abitudini del passato basate più sull’assenza che sul confronto istituzionale pubblico. Lo ha fatto nonostante sapesse che arrivare a Salerno, nella città che Vincenzo De Luca ha creato e plasmato quasi a sua immagine e somiglianza e che è pronto a riamministrare non più per interposta persona, volesse dire rispondere alla domanda sulla difficoltà di costituire il Campo largo per le prossime amministrative.
«Ne stanno parlando le segreterie regionali. Delego a loro la discussione interna»: è il mantra che va ripentendo da un mese – da quando cioè l’ex governatore ha lanciato in solitaria la sua candidatura a sindaco – anche a Napoli e, da ieri, inevitabilmente pure a Salerno.

Eppure la presenza di Fico a Salerno è la prova – dice chi lo conosce bene – che il governatore segue con particolare attenzione ed interesse quanto sta accadendo e cosa potrebbe accadere nel futuro più prossimo. Del resto l’aver voluto in giunta la salernitana Claudia Pecoraro potrebbe essere visto come il primo tentativo di aprire una breccia in quello che in trenta anni è diventanto il feudo deluchiano. E da uomo delle istituzioni sa che, se vuole aprire un secondo varco, non è di certo con lo scontro o gli attacchi che può riuscirci.


Semmai con i fatti. Qualche ora dopo aver lasciato Salerno, con una nota stampa, annuncia infatti che è stato revocato l’avviso pubblico per la selezione del direttore generale di Sviluppo Campania spa, la società in house che gestisce una parte significativa delle politiche regionali per l’innovazione tecnolgica e la transizione digitale.


La decisione è cristallizzata in un decreto dirigenziale del 26 febbraio 2026, che – dopo Trianon, Scabec e Campania Turismo – azzera una procedura avviata ad ottobre scorso dall’ex Vincenzo De Luca. «Le nuove e rilevanti funzioni di gestione del progetto Quantum Valley, recentemente attribuite alla società, ne hanno mutato significativamente il perimetro operativo, rendendo necessario definire criteri di selezione più coerenti con il profilo e le competenze richiesti al futuro Direttore Generale», si legge nella nota.


Una delibera di luglio scorso aveva attribuito alla società la realizzazione della “Quantum Valley”: progetto da circa 100 milioni che ne ampliava il perimetro operativo ma richiedeva anche competenze manageriali diverse rispetto a quelle previste nel bando originario.


Prima di andar via De Luca aveva dato indicazioni sul futuro probabile manager, nonostante lo statuto prevedesse – come aveva già eccepito l’Avvocatura di Stato in precedenza – che la nomina fosse di competenza della società e non del presidente. Tanto che lo stesso cda aveva deciso di non procedere alla nomina.


Con l’azzeramento, viene meno anche l’affidamento a Ibm Italia della realizzazione del sistema di calcolo quantistico destinato al campus universitario di Salerno ma già annullato dal Tar Campania.


Dunque se il segno di rottura col passato diventa sempre più evidente a Napoli, la sensazione è che anche a Salerno si voglia andare in questa direzione. E le strette di mano ricevute ieri sembrano il primo passo verso la conquista del feudo tanto caro a Vincenzo De Luca.

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