Scuole italiane e accessibilità, solo una su due ha l’ascensore
ROMA – A poche settimane dall’avvio dell’anno scolastico 2026/27, abbiamo raccolto tutte le novità che interesseranno scuole, studenti e docenti. Un quadro ampio che tocca programmi, percorsi formativi, regole di comportamento, edilizia, digitale e Maturità. Arrivano programmi rivisti per infanzia, primaria e medie: più narrazione e racconti all’infanzia; poesie a memoria alla primaria; apertura all’informatica; latino opzionale dalla seconda media; focus su grammatica, sintassi, lettura (Bibbia, epica, mitologia); storia centrata su Occidente, Atene, Roma, Gerusalemme; rilancio della geografia fisica e politica; potenziamento lingue e educazione musicale. Parte la sperimentazione in circa 100 scuole, con il nuovo Laboratorio Matematico. Attivati 532 percorsi quadriennali per 21mila studenti: quattro anni di scuola superiore + due anni di ITS Academy; oltre 700 istituti coinvolti; quadri orari rivisti con più ore per discipline scientifiche, economiche, geografia, lingue e indirizzo; investimenti PNRR da 1,5 miliardi. Per ogni iniziativa sulla sessualità (anche extracurricolare): consenso dei genitori o dello studente maggiorenne; presenza obbligatoria di un docente; attività alternative per chi non partecipa; nessuna attività su questi temi a infanzia e primaria. Destinato a studenti dell’ultimo anno delle medie e del biennio delle superiori: cinque incontri da 60 minuti in videoconferenza; psicologi scelti dai genitori. Più fondi per famiglie con ISEE sotto i 15mila euro (secondarie di secondo grado). Percorsi all’estero che uniscono lingua + stage in azienda. Mobilità anche per docenti, con compensi per ore aggiuntive. L’AI entra ufficialmente nei programmi: contenuto da conoscere e strumento didattico; inserita anche in Educazione Civica; rafforzate competenze STEM; investimenti per digitalizzazione di aule e laboratori. Interventi strutturali su oltre un quarto degli istituti: piani antincendio, sicurezza, abbattimento barriere; mense potenziate; risorse complessive: 12 miliardi tra PNRR e fondi nazionali. Si aggiornano le tutele INAIL. Copertura per: docenti, ATA, esperti esterni, ricercatori, assegnisti; infortunio in itinere escluso per gli studenti; studenti tutelati per infortuni e malattie professionali legate alle attività scolastiche. Divieto dell’utilizzo dello smartphone in classe per primo e secondo ciclo: ammesso solo per PEI, PDP o necessità personali motivate; regolamenti aggiornati con sanzioni. Assicurazione sanitaria integrativa. Parte in autunno per 1,2 milioni tra docenti, ATA, educatori e personale MIM. Tariffe agevolate anche per i familiari. Novità anche per il voto in condotta. Alle medie torna e fa media: 5 = bocciatura; sotto il 6: attività di cittadinanza attiva; alle superiori: debito in Educazione Civica da recuperare; alla Maturità: elaborato critico all’orale. La sospensione. Oltre due giorni: obbligo di attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate. Tornano i giudizi sintetici alla primaria. Tornano: Ottimo, Distinto, Buono, Discreto, Sufficiente, Non sufficiente. Alle superiori obbligatoria la valutazione intermedia. Per gli alunni stranieri docente dedicato al potenziamento dell’italiano anche per chi non ha competenze linguistiche di base. Previsti mille nuovi docenti. C’è anche spazio per l’assunzione degli insegnanti e del personale dirigenziale, amministrativo e scolastico in situazioni di precarietà. In arrivo: 46mila docenti (11mila sul sostegno); 346 dirigenti scolastici; 2.628 insegnanti di religione; 12mila ATA. Supplenze stimate: 130-140mila. L’esame di maturità. Novità già attive: ritorno al nome “Maturità”; quattro discipline all’orale; stop tesine; stop scena muta (bocciatura automatica); condotta decisiva; commissioni ridotte da 7 a 5 membri. Interventi anche per contrastare la dispersione scolastica. In miglioramento: dall’11,5% del 2022 al possibile 7,3% nel 2026; 6,3% completano gli studi senza competenze adeguate (era 8,7% nel 2025).
Accessibilità, maglia nera per Calabria e Campania
ROMA – L’Italia scolastica compie progressi, ma l’accessibilità resta un traguardo lontano. Secondo lo studio della rivista Tuttoscuola, solo il 56,4% degli edifici scolastici dispone di ascensori o elevatori, mentre le scale a norma raggiungono il 78,1%, i servizi igienici il 68,7% e le porte il 72%. I dati si riferiscono all’anno scolastico 202425, alla vigilia della riapertura delle scuole, e mostrano un miglioramento rispetto agli anni precedenti, ma ancora insufficiente per garantire piena accessibilità agli studenti con disabilità. Nel 202425 gli alunni con disabilità nelle scuole statali superano quota 331 mila e potrebbero arrivare a 350 mila nel 202526. In media, ogni sede scolastica ospita 810 studenti con disabilità, numeri che rendono urgente l’adeguamento delle strutture e la rimozione delle barriere architettoniche. L’indagine territoriale riferita al 202324 evidenzia forti differenze tra le aree del Paese. Per gli edifici dotati di scale, il 74,5% risulta a norma, ma si passa dall’81,4% nelle Isole e 80,4% nel NordOvest al 66% nel Sud. Ancora più marcata la distanza sugli ascensori: NordOvest 66,5%, NordEst 58,2%, Centro 55,3%, Isole 51,7%, Sud appena 36,5%. Per i servizi igienici adattati, la media nazionale è 67,8%, ma il Sud si ferma al 53,7%, con punte minime in Calabria (44,2%) e Campania (42,4%). La Valle d’Aosta guida la classifica con il 95,7% di edifici adeguati. «Il miglioramento è evidente, ma disomogeneo – sottolinea Tuttoscuola –. Serve un piano nazionale di interventi strutturali per garantire il diritto allo studio e l’inclusione reale, non solo formale». La rivista richiama l’attenzione del Ministero dell’Istruzione e del Merito sulla necessità di un programma pluriennale di investimenti, con priorità alle scuole frequentate da studenti con disabilità certificata. Gli esperti chiedono anche di aggiornare i criteri di progettazione per le nuove costruzioni, introducendo standard di accessibilità universale e monitoraggi periodici. L’accessibilità scolastica non è solo una questione tecnica, ma un principio di equità e civiltà. Garantire a ogni studente la possibilità di muoversi liberamente e partecipare alla vita scolastica senza ostacoli significa costruire un sistema educativo più moderno e inclusivo. Il miglioramento degli edifici, insieme alla formazione del personale e all’uso di tecnologie assistive, rappresenta la chiave per trasformare l’inclusione da ideale a realtà quotidiana.


