Scontro sull’America’s Cup: «La procedura è illegittima»

Non gli va proprio giù l’estromissione di un rappresentante della Regione Campania nel comitato organizzatore della America’s Cup del 2027. Gli emendamento presentati da Pd, M5S e Avs in merito furono bocciati dalla Camera a fine luglio scorso e subito dopo Vincenzo De Luca tuonò che «se si va avanti così (cioè senza un rappresentante della Regione, dell’Autorità Portuale e senza il consenso dell’Anac; ndr) ho la sensazione che l’America’s Cup si concluderà a Poggioreale».
Ieri, in occasione dell’avvio dei lavori di riammodernamento dello stadio Arechi di Salerno e fresco della riunione della cabina di regia sull’America’s Cup a cui ha partecipato insieme al vice Fulvio Bonavitacola tenutasi a Napoli giovedì sera, ha ribadito le sue perplessità legate a «forzature ed approssimazioni amministrative, superficialità, irresponsabilità con cui si sta andando avanti che rischia di fare fallire un progetto di investimenti davvero importante». Una stoccata lanciata non di certo al centrodestra, quanto più al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che non solo partecipa attivamente all’organizzazione dell’evento velistico ma che è anche commissario straordinario per la bonifica di Bagnoli,
«Noi abbiamo fatto delle osservazioni già il 4 agosto e abbiamo perso tre mesi e mezzo di tempo che potevano servire per fare una gara ex novo. Invece – ha chiosato – si è ritenuto di dare ad una associazione di imprese, che ha partecipato alla gara 20 anni fa, lavori che non hanno niente a che vedere con lavori previsti allora. È una procedura assolutamente irregolare e illegittima. Abbiamo fatto osservazioni tecniche: si realizzano tre moli davanti la spiaggia di Bagnoli, si dice che saranno rimossi ma questa è una stupidaggine»
Il riferimento è l’affidamento al raggruppamento Deme, che – secondo Palazzo Santa Lucia – sarebbe fondato sul mancato rispetto del giudizio emesso dal Consiglio di Stato, in quanto si passerebbe da un’ipotesi di contratto a un accordo quadro in maniera del tutto illegittima.
In realtà, la sentenza del Consiglio di Stato non dice proprio così.
Vero è che i giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto legittima la vecchia aggiudicazione dei i lavori al raggruppamento di imprese capeggiato dalla Deme. Altrettanto chiaro è l’annullamento della nuova gara bandita da Invitalia su richiesta del commissario straordinario alla bonifica di Bagnoli, cioè il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, perché «da un confronto tecnico-qualitativo, si ravvede una equivalenza tecnico-prestazionale e di fattibilità sui contenuti» tra questa e il progetto della Deme: in sostanza, il raggruppamento di imprese può svolgere i lavori.
Così come è irrilevante che, visto il silenzio del ministero dell’Ambiente sulla valutazione dell’impatto ambientale «che si è protratto nel tempo» i costi sono lievitati ma «il committente (cioè il ministero, ndr) – dicono i giudici di Palazzo Spada – «ha l’onere di finanziare l’opera e, dunque, di reperire i fondi necessari».
E la mancanza del contratto denunciata da De Luca? Manfredi, nel decreto del 22 ottobre scorso, cancella il bando Invitalia e parla di contratto trilaterale, perché la partecipata resta una sorta di rup del procedimento.

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