NAPOLI – Se nel Campo largo sono volati stracci sulla ripartizione delle otto commissioni permanenti, nel centrodestra si segue il metodo berlusconiano: qualsiasi dissidio deve risolversi all’interno dei partiti e nulla deve trasparire all’esterno se non la solidità e la compattezza della coalizione.
Un’eredità che è palese a Roma come a Napoli, dove sulla ripartizione delle quattro commissioni speciali sembra che tutti i consiglieri stiano sereni nell’attesa che si sciolga il nodo anche sulle materie che dovranno trattare.
Eppure qualche indiscrezione e malcontento emerge. Prima di tutti quello della Lega, che ha ottenuto già la segretaria nell’ufficio di presidenza con Michela Rostan, ma scalpita per avere almeno una delle due nuove commissioni.
I numeri però, non sono dalla parte del Carroccio, che – dopo la veloce fuga di Mimì Minella in Forza Italia – conta solo due consiglieri e Massimo Grimaldi ricopre già il ruolo di capogruppo.
Ironia della sorte è proprio Minella l’uomo in pole position per presiedere una commissione qualora si deciderà che questa venga istituita, come si vocifera, sulla Dispersione scolastica. In questo caso, il neoforzista, già segretario della commissione Cultura e Politiche sociali, avrebbe un doppio incarico e sbaraglierebbe anche i conti in Forza Italia.
I forzisti, infatti, forti dei loro sette consiglieri, mirano almeno ad due commissioni. E, se una è già occupata, l’altra potrebbe andare a Susy Panico, che preme per istituirne una sulla violenza di genere, i femminicidi ed il contrasto al lavoro nero e alle morti bianche. La Panico, però, è già segretaria della commissione Attività Produttive. Dunque, dovrebbe dimettersi e lasciare spazio a qualcun altro. A meno che non si cambi il tema della commissione.
Ma è sulla commissione Trasparenza che sembra stiano nascendo forti contrasti. Tutta colpa di Giovanni Zannini (nella foto), designato ad origine a presidente ma costretto ad una posizione di basso profilo a causa di una richiesta di arresto per corruzione che pende su di lui e su cui il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere non si è ancora pronunciato. In ogni caso, al di là delle prossime decisioni giudiziarie, mister 32mila preferenze non avrà nessuna presidenza.
Forza Italia ha già avuto un questore in ufficio di presidenza (Livio Petitto) ma non vuole mollare la presa. Così come non demorde la lista “Cirielli Presidente”, che non ha avuto nulla neanche nell’ufficio di presidenze e dunque reclama un posto d’onore.
Fratelli d’Italia invece sembra aver blindato la commissione Anticamorra, che dovrebbe estendersi anche ad Ecomafie, Bonifiche e quindi Terra dei Fuochi.

