Schillaci: «Nessuna motivazione politica sul piano di rientro»

Da quando il governo Meloni ne ha fatto il simbolo della lotta all’illegalità e il modello della riqualificazione delle aree periferiche più difficili, la prima passerella politica dei big del centrodestra non poteva che tenersi a Caivano. Dove ieri mattina, in occasione dell’inaugurazione dell’ambulatorio sociosanitario del Centro sportivo “Pino Daniele”, il candidato governatore Edmondo Cirielli è arrivato in compagnia del ministro della salute, Orazio Schillaci. Quale occasione migliore dunque per parlare dello stato della sanità campana e lanciare accuse a chi ha governato la Regione?
«Sul piano di rientro sanitario della Regione Campania non c’è nessuna motivazione politica, abbiamo esaminato con i tecnici la richiesta in modo preciso e puntuale. Questa è la verità, d’altronde io credo che poi i cittadini campani sono i primi che si possano rendere conto di come sia stata nei questi anni la sanità campana, e non voglio aggiungere altro»: questa la prima stoccata del ministro.
Ma, a distanza di un minuto, ecco arrivare anche la seconda: «Ci sono problemi di lista di attesa – ha aggiunto Schillaci – e, se andiamo a vedere i dati, la Regione Campania è quella che ha assunto meno personale negli ultimi cinque anni, quindi insomma ci sono dei problemi strutturali che vanno affrontati, risolti, nell’interesse dei cittadini campani. Il ministero è per aiutare le Regioni, e soprattutto per dare una sanità pubblica migliore a tutti, rispettando i dettami della Costituzione».
Ma finora, l’unico aiuto arrivato da Roma è apunto il diniego di uscire dal piano di rientro, contro cui Palazzo Santa Lucia ha già proposto ricorso al Tar.

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