Sbloccati trenta milioni dell’ex gara sull’Acqua di De Luca

NAPOLI – Se il progetto di Vincenzo De Luca di privatizzare la gestione del sistema acquedottistico campano (Gapir) attraverso la ricerca di un socio privato è stato accantonato definitivamente dal suo successore Roberto Fico si saprà certamente fra qualche mese.


Frattanto il governatore 5 Stelle, in piena linea con i vecchi principi del Movimento, ha sbloccato i primi 32 milioni che erano stati stanziati per l’avvio della gara propedeutica all’aggiudicazione del mega bando da 5 miliardi per la gestione della Grande adduzione primaria di Interesse regionale (Gapir) da parte di quella che sarebbe dovuta essere la nuova società “Grandi Reti Idriche Campania spa”.


La gara era stata sospesa dal Tar Campania il 12 dicembre scorso dopo il ricorso presentato da “Acqua Campania spa” (attuale gestore del sistema acquedottistico) .


I giudici ritennero che il gestore uscente desse molta più certezza sulla percetuale di ricavi che spettano al socio privato rispetto ai «profili di criticità non destituiti di fondamento» sui « margini di remuneratività del servizio per il socio privato e di sostenibilità dell’offerta del concorrente alla procedura».


I giudici amministrativi si erano allineati a ciò che aveva rilevato anche la Corte dei Conti e cioè che, nel bando dell’ex giunta De Luca, non era chiaro quanto ci avrebbe guadagnato il privato. Dubbi sollevati negli ultimi due anni anche dal Coordinamento campano Acqua pubblica, che si è sempre battuto per l’acqua pubblica.


Il Tar deciderà nel merito della questione il prossimo 11 marzo. Frattanto però Fico ha anticipato i tempi, anche perché – una settimana dopo la sospensiva – De Luca fu costretto a far ritirare la gara che, il 3 febbraio scorso, sarebbe dovuta essere aggiudicata se non si fosse messa di traverso la giustizia amministrativa.


Dunque, a gara ritirata, Fico – che venerdì prossimo porterà il bilancio in giunta – ha sbloccato i 32 milioni di euro già stanziati per l’avvio della procedura di gara e li ha riallocati nella programmazione di bilancio che sarà il primo atto concreto del suo governo.


Ovviamente tutti gli occhi sono puntati proprio sul presidente che, durante una delle sue prime uscite pubbliche in campagna elettorale, ribadì che in Campania l’acqua deve restare pubblica.


Ma, se in Regione la mossa di Fico sembra andare in questa direzione, al Comune di Napoli, guidato dal suo più grande alleato Gaetano Manfredi, l’acqua pubblica rischia di passare nelle mani dei privati.


L’ultimo consiglio comunale del 2025 ha visto i comitati pro acqua pubblica protestare contro la proposta di delibera del consigliere Sergio D’Angelo sulla privatizzazione della partecipata Abc, che da anni gestisce il servizio idrico a Napoli.


Per il momento quella delibera non è stata più portata in consiglio comunale, ma il Coordinamento Acqua Pubblica Campania attente ancora una dichiarazione chiara e definitiva sul tema dal sindaco Manfredi.

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