Sarà Raffaele Cantone il nuovo procuratore di Salerno

Sarà Raffaele Cantone il nuovo procuratore capo di Salerno. Una nomina scontata, di cui si parlava già da mesi, ma di cui solo ieri è stato avviato l’iter di ufficializzazione con l’indicazione all’unanimità della commissione incarichi direttivi del Consiglio superiore della Magistratura.


A questo punto manca solo la ratifica da parte del plenum dell’organo di autogoverno della magistratura per rendere operativa la nomina e il trasferimento dalla procura di Perugia – che guida dal 2020 – a quella di Salerno.


Era stato lo stesso Cantone a candidarsi alla guida della procura salernitana a novembre scorso, pur sottolineando la necessità di restare ancora a Perugia visto il pensionamento del procuratore aggiunto Giuseppe Petrazzini e le delicate indagini su tutti i fascicoli che coinvolgono i magistrati del distretto di Roma.


Torna dunque in Campania Raffaele Cantone, nella regione dove ha mosso le prime esperienze da sostituto procuratore a Napoli nella sezione reati economici per poi passare nel 1999 alla Direzione distrettuale antimafia, dove è rimasto fino al 2007 coordinando indagini contro il clan dei Casalesi e ottenendo arresti eccellenti come quelli di Francesco Schiavone “Sandokan” e Francesco Bidognetti “Cicciotto ‘e Mezzanotte”.


Dal 1999 infatti vive tutelato e dal 2023 è sotto scorta, ma ciò non gli ha impedito di proseguire la sua carriera anche al di fuori degli uffici della procura. Dal 2014 al 2019 è stato nominato dal governo Renzi presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, ma tre anni prima – su richiesta dell’allora ministro per la Pubblica amministrazione e semplificazione amministrativa, Filippo Patroni Griffii, era stato componente della commissione che ha elaborato le prime proposte che avrebbero poi dato vita alla Legge Severino.


Fu sua l’iniziativa all’Anac di inaugurare in via sperimentale l’istituto della “vigilanza collaborativa”, cioè la verifica preliminare di legittimità delle procedure di gara da parte dell’ANAC, con l’obiettivo di evitare il contenzioso amministrativo e ridurre i rischi di corruzione.


Così come fu sua premura annunciare le dimissioni da presidente «per un mutato approccio culturale nei confronti dell’Anac e del suo ruolo». Cantone svelerà solo in seguito che a determinare la sua scelta fu lo scandalo scoppiato nel Csm con il caso Palamara ed una diversità di vedute con il governo giallo-verde che stava modificando di nuovo il Codice degli appalti con il decreto Sbloccacantieri.
Così nel 2020 va a guidare la procura di Perugia e a breve si insedierà a Salerno.

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