Il primo Accordo per il piano di rientro dal disavanzo della spesa sanitaria in Campania fu firmato il 13 marzo 2007.
L’Italia era governata dall’Ulivo di Romano Prodi, la Campania da Antonio Bassolino e l’Asl Napoli 1 (l’azienda sanitaria più indebitata del Paese) da Angelo Montemarano.
La legge regionale del 2008 sulla riorganizzazione del sistema sanitario regionale introdusse accorpamenti di ospedali e soppressione dei reparti doppione. Cioè tagli ai posti letto e al personale, già penalizzato dal blocco del turnover introdotto dal governo l’anno precedente. In otto anni si perderanno diecimila professionisti.
Ma l’anno cruciale è il 2009 quando a Roma è tornato il governo Berlusconi che adotta una decisione drastica: la sanità campana viene commissariata. Comincia così l’era in cui la parola più usata da tutti è «spending review». Si risparmia su tutto e ancora una volta sui posti letto e sulla soppressione dei reparti e anche di interi ospedali.
Ma la politica non si risparmia sullo spoil system e quando c’è da nominare la terna commissariale delle Asl (che da 13 passarono a 7) lo scontro è tra chi ha i candidati migliori per rimettere a posto i conti. A Salerno arrivò perfino un colonello dei carabinieri. Si chiamava Maurizio Bortoletti (nella foto). Fu indicato da Edmondo Cirielli ma nulla cambiò.

