Nella sala del Consiglio regionale siede al banchetto numero 60, in alto a destra. Pellegrino Mastella, figlio dell’ex ministro della Giustizia, Clemente, ha l’approccio umile e l’educazione di chi entra per la prima volta in un luogo dove non è mai stato. Ma anche lo sguardo consapevole di chi ha respirato politica a pieni polmoni fin da bambino.
Mastella, pesa ancora l’esclusione dei consiglieri eletti dalle nomine di giunta?
«Credo che la volontà popolare va sempre rispettata. Ho fatto la mia campagna elettorale, la gente mi ha premiato e quindi continuo a pensarla così. Poi, altri hanno deciso diversamente e ne prendo atto e rispetto anche le decisioni degli altri e comunque l’importante è che si lavori nell’interesse del popolo sovrano e che vengano risolti i problemi che attanagliano la nostra regione».
Quali sono i problemi principali da risolvere, secondo lei?
«Bisogna partire dalla sanità, ma anche i trasporti e l’agricoltura. Sono fiducioso e convinto che si potrà fare un buon lavoro. Saremo certamente rappresentati in giunta e sicuramente daremo il nostro contributo affinché si possa risolvere la maggior parte dei problemi che in questo momento ci sono».
Si aspetta una giunta politica o più tecnica?
«Io credo che sarà una giunta a maggioranza politica».
Nonostante il veto sui consiglieri regionali?
«Credo che ogni partito indicherà qualcuno. Tra l’altro, leggendo i giornali, vedo tutti nomi politici».
Il suo partito chi indicherà?
«Adesso che abbiamo costituito un gruppo insieme a Casa Riformista, vedremo quali indicazioni daranno i segretari politici: ci atteniamo a quelle».
Uno dei temi su cui si è discusso in campagna elettorale riguarda l’acqua pubblica. La gara bandita dall’ex giunta De Luca per cercare il socio privato della società mista che dovrà gestire il sistema acquedottistico è stata sospesa dal Tar. L’acqua deve restare pubblica?
«Non ho ancora una idea precisa, perché mi sto approcciando ad approfondire l’argomento. Quello che so è che in provincia di Benevento funziona la società mista pubblico-privata. Poi se si deciderà di rendere l’acqua completamente pubblica ben venga. L’importante è che si assicuri sempre un servizio ai cittadini».
E che non aumentino le tariffe.
«Che non aumentino le tariffe e che tutti abbiano accesso alla risorsa idrica e che con il termine dei lavori della diga di Campolattaro, la Campania si renda autonoma da un punto di vista idrico e che tutta la regioni superi il problema dell’acqua».

