La mancata partecipazione al prossimo Mondiale in Canada, Usa e Messico ha scatenato l’ennesima rivoluzione nel calcio italiano. Le dimissioni di Gravina hanno ufficialmente aperto la corsa alle elezioni per il nuovo numero uno (si vota il 22 giugno), ma c’è da fare i conti anche con la volontà di Andrea Abodi, Ministro dello Sport. Quest’ultimo, che non vedrebbe di buon occhio la candidatura di Malagò, si è dimostrato da subito favorevole al commissariamento. E non ha perso le speranze nonostante le dichiarazioni di Buonfiglio, presidente del Coni, che si era mostrato molto scettico.
“Per esserci un Commissario c’è bisogno di gravi mancanze amministrative, quando gli organismi non funzionano e c’è una cattiva gestione etico morale oppure quando si verifica il mancato inizio del campionato” aveva detto Buonfiglio. L’idea del commissariamento però non è del tutto tramontata, scrive La Repubblica tanto che Claudio Lotito, vicino ad Abodi, avrebbe dato mandato a Lorenzo Casini, ex numero uno della Lega Serie A, di scrivere un disegno di legge che permetterebbe alla stessa politica di commissariare la Federcalcio.
Un tentativo arduo che non trova pareri favorevoli nemmeno tra le fila governative. Per molti si tratterebbe di una grave ingerenza della politica nel calcio, qualcosa che piace poco anche alla Uefa che si è messa alla finestra. Se la manovra andasse in porto, ossia in caso di commissariamento vero e proprio da parte del governo, la Uefa potrebbe addirittura decidere di estromettere le squadre italiane dalle coppe europee. Compreso l’Italia dall’Europeo. Insomma si rischia tanto, anche di perdere l’Europeo del 2032 da ospitare in casa. Dalla politica al popolo il passo è breve. Se gli italiani hanno le idee chiare su chi vorrebbero in panchina (in primis Max Allegri, a seguire Antonio Conte), lo stesso dicasi per il nuovo vertice della Figc. Abete non scalda, Malagò e Albertini così così. Il nome che stuzzica davvero è quello di Paolo Maldini come evidenziato dal nostro sondaggio: quasi il 60% dei votanti punterebbe sulla bandiera del Milan per cercare di dare una svolta al calcio nostrano.
Il 57enne, che nel 2023 ha salutato per l’ultima volta il Milan targato RedBird, piace molto anche ad Abodi che ne ha parlato anche pubblicamente: “È una persona meravigliosa e un calciatore fantastico, come ce ne sono anche altri. Ma il nome dovrà dirlo il sistema calcio. Il rispetto che vogliamo dare al sistema calcio come Governo è questo”. Ma si sa che la politica arriva ovunque, e secondo La Stampa lo stesso Abodi avrebbe fatto un primo tentativo con Paolo Maldini. L’ex difensore però, si legge “è poco incline ad accettare proposte in contesti dove sente di non potere incidere davvero”.

