Petrone: «A Salerno non c’è partecipazione democratica»

La premessa è d’obbligo. Nessuno all’interno del Pd salernitano è contro Vincenzo De Luca, ma per Anna Petrone è fondamentale che si apra una discussione interna per costruire un partito «che funzioni in maniera diversa».
Diversamente in che senso?
«Che sia garantita una partecipazione democratica che attualmente non c’è».
Si riferisce alla fase congressuale?
«Anche».
A Napoli dicono di aver trovato l’unità su Francesco Dinacci. Ad Avellino invece è scontro aperto. A Salerno che succede?
«Niente, perché non si ha interesse a mettersi contro De Luca. Anche se ti lanci in una battaglia finisci per restare sola ed alla fine ci si accorda sul candidato unico, cioè Giovanni Coscia, in cambio di qualche posto in assemblea».
Così non si rischia che qualcuno si allontani dal partito?
«Non lo chiamerei allontanamento ma osservazione tattica».
Cioè?
«Il mito di De Luca è che tutti lo vorrebbero sconfitto, ma nessuno vuole mettersi contro, quindi restano tutti guardinghi».
In attesa di cosa?
«Della sua sconfitta politica, ma lui ha sette vite e quando sembra sconfitto politicamente ecco che lo vedi risorgere».
Risorgerà tornado a fare il sindaco di Salerno?
«Sicuramente. Ma parliamoci chiaro, tornare a fare il sindaco a Salerno è un calo dal punto di vista istituzionale non indifferente. Fico, ad esempio, lo sta già ignorando».
E Gaetano Manfredi? Ormai lo scontro tra i due è ufficiale.
«Questo è un conflitto innescato da tempo, avendo condiviso entrambi un percorso quando De Luca era in Regione. Ma se torna a fare il sindaco di Salerno non ci sarà più materia di contrapposizione. Ripeto: anche Fico lentamente è arrivato ad ignorarlo».
Perché è così certa che sarà eletto sindaco?
«Perché quando hai il potere su tutte le società partecipate, sei in grado di controllare un bel pezzo di elettorato. Il problema però è che la sua candidatura aumenterà la percentuale dell’astensionismo».
In che modo?
«Perché chi non vuole votarlo ma non è convinto neanche dei suoi competitor, preferisce non andare a votare».
Che pensa delle dimissioni di Enzo Napoli?
«Noi lo sapevamo, non ci ha meravigliato. Faceva parte del piano B. Tutto come da copione».
Lei si candiderà al consiglio comunale?
«Se ci fosse una lista del Pd ci penserei, perché la mia persona è legata al Pd e la mia storia politica è radicata all’interno del partito».
Se ci fosse una lista del Pd, appoggerebbe Vincenzo De Luca?
«Credo che il simbolo non verrà dato a nessuno per non alimentare scontri».
Scontri tra Piero De Luca segretario regionale e segreteria nazionale?
«Piero pensava di fare un gesto eroico ed invece si è trovato davvero in difficoltà. Avere il padre all’interno di questa fase istituzionale non è per lui una posizione comoda».
Quindi per l’ennesima volta alle elezioni amministrative di Salerno, il simbolo del Pd non ci sarà?
«Credo proprio di no».
La segreteria nazionale, ma anche quella regionale, non ci farà una bella figura. Giusto?
«Sarà certamente un argomento su cui ci si dovrà confrontare in direzione nazionale».
Lei avrà almeno un ruolo nella direzione provinciale?
«No. Darò senz’altro il mio contributo, ma è necessario dare spazio ad altre persone giovani e motivate. Anche se siamo rimasti pochi i reduci ed i combattenti».
Nessuno prima di lei è mai stata così chiara sul caso Pd e De Luca.
«Io sono una persona libera e quando si è liberi non bisogna aver paura di esprimere le proprie idee».

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