Sarà stato un caso l’aver scelto di replicare alle accuse di Vincenzo De Luca da una trasmissione televisiva. Palco da sempre caro all’ex governatore prima di approdare su Facebook.
Ma, a parte questa assonanza, i punti in comune tra ilsindaco di Napoli Gaetano Manfredi e l’ex presidente della Regione Campania sono davvero pochi. Se non nulli.
È stato lo stesso Manfredi a sottolinearlo ieri mattina, quando dagli studi di Primativvu, ha rotto il silenzio parlando di Bagnoli, delle dimissioni del sindaco di Salerno, Enzo Napoli, e della differenza che c’è tra lui e l’ex governatore.
Una differenza perpecibile già dallo stile usato per lanciare le sue bordate.
«Quello che mi distingue da lui è che non penso che la politica sia conflitto permanente, ma costruzione permanente», dice il sindaco di Napoli usando un tono pacato ed un linguaggio istituzionale.
Lo stesso tono e lo stesso linguaggio che adopererà – insieme ad un’ironia britannica che non lascia trasparire – anche per esprimere un’opinione sulle dimissioni di Enzo Napoli a Salerno, rassegnate per anticipare la candidatura a sindaco (e la vittoria?) di De Luca. «Non ho compreso le ragioni delle dimissioni del sindaco di Salerno».
Braccato sul caso Bagnoli dall’ex governatore – che ha parlato di presunte irregolarità negli appalti e di «clima da P2 a Napoli» – e dall’ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, Manfredi ha annunciato che presto convocherà un consiglio comunale monotematico, ha ribadito la «congruità» ambientale degli interventi di rigenerazione e bonifica previste nell’area flegrea dell’ex Italsider e si è detto fiducioso sul fatto che «i cittadini capiranno». Non senza promettere, a chi «per trent’anni non ha fatto nulla», che presto «le (loro; ndr) accuse paradossali saranno smentite dai fatti».
Ma nell’elenco delle risposte da dare non c’è solo Bagnoli. Ma anche la città di Napoli con le sue difficoltà legate ai trasporti, alla gestione dei rifiuti e ai servizi idrici. E qui arriva la stoccata per l’ex sindaco Luigi de Magistris.
«Quattro anni fa – spiega Manfredi – abbiamo ereditato una situazione drammatica: Abc non approvava i bilanci da sei anni, l’Anm era in amministrazione controllata, Asia senza mezzi e personale: abbiamo salvato la città dal default e oggi non abbiamo debiti e abbiamo fatto 1.500 assunzioni».

