Omicidio Vassallo, domani il Riesame decide su Cagnazzo

Il giorno è arrivato. Domani il Tribunale del Riesame di Salerno dovrà ripronunciarsi sull’esistenza o meno dei “gravi indizi di colpevolezza” che pesano sul colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, accusato di concorso in omicidio per l’assassinio di Angelo Vassallo. E dovrà farlo tenendo conto dei rilievi mossi dalla Corte di Cassazione che, lo scorso 29 gennaio, ha annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale delle Libertà che scarcerava Cagnazzo ma solo per il venir meno delle esigenze cautelari, ravvisando ancora elementi indiziari sul presunto depistaggio messo in atto dal colonnello per sviare le indagini sui presunti responsabili dell’omicidio.

Il presunto depistaggio rappresenta infatti il punto principale che il collegio del Riesame (in nuova composizione) dovrà affrontare, rispondendo alla domanda della Cassazione: in che modo Cagnazzo sarebbe stato coinvolto nel delitto? L’aver “requisito” i filmati della telecamera di sorveglianza del negozio di telefonia nella piazzetta di Acciaroli sarebbe riconducibile ad “un accordo preventivo relativo all’inquinamento delle indagini” – quindi alla presunta “rassicurazione” di cancellare le tracce della presenza di Cipriano, oppure “ad un comportamento non indicativo del rafforzamento del proposito criminoso altrui”?

Domanda quest’ultima su cui ha puntato la difesa del colonnello rappresentata dagli avvocati Agostino De Caro e Ilaria Criscuolo e dalla cui risposta dipende il prosieguo di un processo che rischia di non vedere il dibattimento. 

E’ nell’avverbio “altri” usato dalla Suprema Corte che si annida difatti il pericolo che l’impianto accusatorio fondato sul traffico di droga – che a novembre di due anni fa ha portato all’arresto di Cagnazzo, Lazzaro Cioffi, Giuseppe Cipriano e Romolo Ridosso – possa vacillare.

I primi scricchiolii sono stati già causati dalle dichiarazioni dell’ex pentito Romolo Ridosso che nei diciannove interrogatori resi ai pubblici ministeri, secondo i giudici della Cassazione, sarebbe stato “reticente, inattendibile e contraddittorio”. In un primo momento avrebbe attribuito al presunto traffico di droga scoperto da Vassallo il movente dell’omicidio salvo poi cambiare versione e, in un secondo momento, puntare il dito contro il diniego di presunte autorizzazioni chieste da Cipriano al sindaco. 

Il rischio dunque che il processo sull’omicidio di Angelo Vassallo non veda il dibattimento dipende anche dal tempo che il Riesame impiegherà per pronunciarsi di nuovo su gravi indizi di colpevolezza a carico di Cagnazzo. Il prossimo 27 marzo il gup Giuseppe Rossi dovrà decidere se rinviare o meno a giudizio i quattro imputati, mentre la prima udienza del processo con il rito abbreviato a carico di Romolo Ridosso è slittata al 24 aprile, proprio in attesa della decisione del Riesame.  

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