Mentre i sommozzatori dei carabinieri di Eboli ispezionavano la zona dove è stato ritrovato il corpo carbonizzato di Luca Esposito (nella foto in alto) per vagliare la possibilità di dragare un rivolo d’acqua che attraversa il terreno agricolo, alla ricerca dell’oggetto contundente che avrebbe ucciso il giornalista sportivo, altri ufficiali dell’Arma acquisivano i filmati delle telecamere dell’azienda agricola e bufalina “Jemma”, il cui ingresso si affaccia proprio sulla Sp 416 che Esposito ha percorso in auto prima di trovare la morte.
La speranza degli inquirenti è di individuare il frame che riprende il passaggio della Lancia Y bianca per fissare l’ora esatta in cui Luca Esposito avrebbe transitato lungo l’arteria principale per poi svoltare in una delle stradine di campagna laterali che portano alle enormi distese di serre che si trovano nella zona e sfuggire così al controllo dell’occhio meccanico.
Dall’ingresso dell’allevamento di bufale del caseificio battipagliese alla stradina in cui è stata ritrovata – chiusa a chiave ed intatta – l’auto c’è una distanza di almeno 300 metri che la telecamera non copre perché è puntata sul cancello di ingresso. Tuttavia resta uno strumento investigativo fondamentale per capire se la notte tra sabato e domenica Luca Esposito era solo in macchina oppure era in compagnia di qualcuno.
La pista più accreditata resta quella legata alla vita privata della vittima. Con chi doveva incontrarsi Luca a quell’ora così tardi della notte? Se è vero, come ha sostenuto una delle sue amiche più care, che quel sabato era partito da Fisciano per trascorrere il weekend ad Agropoli (dove possiede una casa), perché ha fatto tappa in quelle campagne di Cioffi così desolate?
Quelle dell’azienda agricola “Jemma” sono le uniche telecamere funzionanti. Il sistema pubblico di videosorveglianza che riprende la rotatoria della Statale 18, all’altezza del campo sportivo di Cioffi e da cui si dirama poi la strada provinciale 416 che porta all’allevamento della famiglia Jemma e alle serre dove è stata trovata l’auto di Luca, non funziona.
Gli inquirenti lo hanno scoperto dopo il sopralluogo dei carabinieri, anche se da indiscrezioni sembra che una videocamera abbia ripreso il transito della Lancia Y poco prima delle undici di sera Ed è questa la prima difficoltà investigativa. Magistratura e carabinieri sono convinti che Luca abbia percorso la Statale 18 prima di svoltare a destra per addentrarsi nei terreni agricoli della frazione di Cioffi.
Lungo l’arteria principale la visibilità è ottima: la strada è illuminata e si sarebbe potuta individuare facilmente l’auto di Luca e capire seil giornalista era solo oppure in compagnia. O forse, addirittura, seguito da qualcuno in un’altra automobile. Invece la strada provinciale 416 non è per niente illuminata ed è difficile nel buio distinguere anche solo il numero di targa delle auto in transito.
A questo punto le indagini devono andare per esclusione. Se fino al calar della luce del giorno l’auto di Luca non compare nelle immagini delle telecamere private, si può pensare con certezza che la Lancia Y abbia percorso la strada provinciale quando era già calato il buio. Ipotesi confermata dall’ora tarda in cui sono stati allertati i vigili del fuoco per domare l’incendio nella stradina di campagna, accanto ad una delle tante serre prima che venisse scoperto il corpo carbonizzato di Luca: erano le tre, la Sp 416 era abbastanza desolata. Di domenica le aziende agricole sono chiuse e intorno c’è solo silenzio.

