Era solo una questione di tempo. Il caso “Ruggi d’Aragona” di Salerno è arrivato sulla scrivania di Roberto Fico il giorno stesso in cui si è insediata la nuova giunta regionale.
Il documento, firmato ed inviato dai segretari del Nursind provinciale di Salerno, chiede al neo governatore la nomina quanto prima della triade della direzione generale. Nomina che ritengono urgente dopo le doppie dimissioni – a distanza di pochi giorni l’una dall’altra – dell’ex manager Ciro Verdoliva (trasferito alla guida dell’ufficio del Garante per i diritti delle persone con disabilità dopo appena quattro mesi di reggenza) e del direttore sanitario Marco Papa. Senza contare poi il
secondo addio: quello di Nicola Crispino, responsabile della gestione del personale e uomo considerato particolarmente vicino a Verdoliva, tanto che negli ultimi mesi lo aveva voluto al proprio fianco in ruoli strategici. Crispino era stato infatti nominato anche Disability manager.
«La situazione è sotto gli occhi di tutti – dichiara il segretario generale del Nursind Salerno, Biagio Tomasco -. Non è pensabile governare un’azienda così complessa senza una catena di comando definita e stabile, mentre a pagarne le conseguenze sono i professionisti e, soprattutto, i cittadini».
Gli fa eco anche il segretario amministrativo del sindaco degli infermieri, Adriano Cirillo, che denuncia «disorganizzazione, difficoltà operative e una gestione
frammentata dei servizi» e chiede che la nuova riorganizzazione delle attività amministrative sia improntata a «a competenza, trasparenza, correttezza, e ripristino di relazioni sindacali sane e costruttive».
I rischi sono anche quelli ipotizzati dai delegati sindacali: il lavoro personalistico di ciascuna unità operativa, secondo Domenico Ciro Cristiano, e la duplicazione di funzioni con l’Asl secondo Valerio Guida Festosi.
Ecco allora tracciare l’identikit della futura direzione generale: «una triade autorevole, composta da direttore generale, sanitario e
amministrativo di comprovata esperienza, che conosca l’azienda e abbia un mandato chiaro per rimettere ordine, rilanciare l’immagine del Ruggi e tutelare il diritto alla salute dei cittadini della provincia di Salerno». E di un direttore generale «forte, autonomo e determinato che non abbia timore di incidere sui problemi storici dell’azienda».
Che ci sia desiderio di un ex?
unica nell’interesse esclusivo della collettività».

