Nasce a Napoli la Fondazione Domenico Caliendo

Lo aveva chiesto tra le lacrime mamma Patrizia e lo ha ottenuto: Domenico, il bambino morto al Monaldi per un trapianto sbagliato, avrà la sua Fondazione. Il prossimo 18 marzo alle ore 18 in via dei Mille 16, davanti al notaio Roberto Dante Cogliandro, si costituirà legalmente la Fondazione “Domenico Caliendo”. Ci saranno mamma Patrizia, papà Antonio, l’avvocato Francesco Petruzzi ed i componenti del Comitato promotore della raccolta fondi che è riuscito a raccogliere oltre 30mila euro.


«Ringraziamo l’intera Italia che con un calore e una vicinanza senza precedenti ci ha permesso di trasformare un’idea in qualcosa di concreto – spiegano in una nota i rappresentanti del comitato -. Si tratta di un risultato importante, che va esattamente nella direzione di trasformare il dolore in impegno. Ma non è un traguardo – continuano i promotori – al contrario, lo riteniamo un primo passo verso la costruzione di una casa in cui chi vive un dolore simile a quello di mamma Patrizia sappia di non essere solo. Per la famiglia Caliendo questa vicinanza è stata fondamentale. Vogliamo trasformare quel movimento spontaneo in qualcosa di strutturato, e per farlo abbiamo ancora bisogno del sostegno e della solidarietà di tutti».


La Fondazione, come ha sempre detto Patrizia Mercolino, si occuperà di fornire supporto a chi ritiene di essere vittima di malasanità e garantirà assistenza legale ma anche un supporto relazionale e psicologico. Tante ovviamente saranno le iniziative che la Fondazione metterà in campo per ricordare Domenico ma anche i rischi legati alla mala sanità.


Intanto il prossimo 8 aprile è stato convocato il consiglio regionale straordinario monotematico sul caso di Domenico e su quanto accaduto al Monaldi durante il trapianto del cuore bruciato.


La richiesta di un consiglio monotematico è stata protocollata la scorsa settimana dai capigruppo dell’opposizione con l’obiettivo di chiedere al presidente Roberto Fico cosa è emerso dall’ispezione effettuata dalla Direzione Tutela della Salute della Regione su mandato del governatore.


Dalla relazione ispettiva di Palazzo Santa Lucia- ma anche dagli audit interni dell’azienda dei Colli (da cui dipende il Monaldi) – sta emergendo una serie di errori commessi sia durante l’espianto del cuore a Bolzano (tra carenza di ghiaccio nel box frigo contrario alle linee guida ministeriali ed erronea comunicazione tra medici) sia durante il trapianto (quando il chirurgo Oppido si è accorto del cuore ghiacciato solo dopo aver già effettuato il clampaggio del cuore di Domenico).


E, mentre si attende la relazione degli ispettori ministeriali inviati sia a Napoli che a Bolzano, bisogna anche far luce sul clima di tensione denunciato dai dipendenti del reparto di cardiochirurgia nei confronti del primario Guido Oppido già prima di qual terribile 23 dicembre quando a Domenico è stato impiantato un cuore che non avrebbe mai emesso un battito.

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