Sembra una corsa contro il tempo o un modo per non farsi trovare impreparati di fronte agli esiti dell’ispezione straordinaria disposta dalla Regione sull’attività di organizzazione e sull’operato del Monaldi e su tutta la documentazione preesistente al ricovero del piccolo Domenico Caliendo.
Fatto sta che, lo scorso 3 marzo, la direzione generale dell’azienda dei Colli ha pubblicato un avviso di mobilità volontaria (regionale ed extraregionale) per un posto a tempo indeterminato di un dirigente medico di Cardiochirurgia da destinare alla Cardiochirurgia pediatrica e Cardiopatie congenite: cioè il reparto guidato dal primario Guido Oppido (indagato per concorso in omicidio e falso nella morte di Domenico) che, vista la sospensione adottata dall’azienda e la richiesta di interdizione dalla professione avanzata dalla procura di Napoli (che dovrà essere valutata dal gip), è attualmente carente di personale medico dirigente.
Se ne sono accorti ora? Non si tratta dello stesso concorso a cui partecipò anche il cardiochirurgo Mario Fittipaldi prima di mettersi in aspettativa perché sembrava non essere gradito da Oppido?
Evidentemente per l’organizzazione del Monaldi si sta tentando di cambiare strategia, nel segno della trasparenza. Forse. Infatti, in attesa che cominciano le valutazioni sulle «attività professionali svolte e i risultati raggiunti» dai dirigenti delle Unità Semplici Dipartimentali e delle Unità Operative Semplici, all’azienda ospedaliera dei Colli è tempo di elezioni. Bisogna nominare i membri dei comitati di Dipartimento e poi i direttori di Dipartimento ma – come per le nomine dei vari responsabili delle unità operative dipartimentali su cui è difficile trovare una delibera nel sito web dell’azienda – anche in questo caso sembra che le procedure di avvio delle elezioni siano avvolte dal mistero. Al punto da spingere le rappresentanze sindacali a chiederne la sospensione «immediata».
Le elezioni, denunciano i sindacati in una nota inviata alla Direzione generale dell’azienda dei Colli, sarebbero state indette «in assenza di un regolamento aggiornato» che disciplini «in modo chiaro» la composizione e la modalità di elezione dei Comitati di Dipartimento.
Inoltre, emergerebbe una «discrepanza significativa» nel numero delle unità da eleggere: quello indicato nelle procedure avviate – sostengono i sindacali – sarebbe «sottostimato» e «difforme» rispetto al regolamento della direzione generale.
Infine, alla procedura elettorale sembra che non sia stata data la pubblicità necessaria tra gli operatori che garantisca la «piena partecipazione democratica del personale». L’avviso sarebbe stato inviato soltanto ai direttori di Dipartimento in carica, che poi li avrebbero inoltrati ai direttori delle unità ospedaliere.
Ma perché sono così importati queste elezioni?
Perché i Comitati dei Dipartimenti sono organi collegiali consultivi che supportano il direttore del Dipartimento nella scelta nell’indirizzo politico da adottare per il buon funzionamento del dipartimento stesso.
Ma soprattutto perché concorrono, insieme alla direzione generale, all’individuazione dei responsabili delle Unità Operative Semplici Dipartimentali e delle Unità Operative Semplici: cioè quelle nomine che, dal 2018 ad oggi, hanno generato cambiamenti e malcontenti tali da indurre anche qualcuno alle dimissioni (come l’ex responsabile della Chirurgia Trapianti, Ciro Maiello) e che – secondo voci interne – sembrano essere rimaste spesso appannaggio della direzione generale.

